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Rugby: la migliore Italia non basta contro l'Irlanda

Sconfitti a Londra per 16-9, gli azzurri sono eliminati dalla Coppa del Mondo con un turno di anticipo - video highlights

Ireland v Italy - Group D: Rugby World Cup 2015

Paolo Corio

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Effetto Sergio Parisse sugli azzurri del rugby: in campo per 64 minuti con quasi nessuno di allenamento alle spalle, il capitano trasforma l'Italia rispetto alle prime due uscite di Coppa del Mondo, rendendola tanto convinta e aggressiva quanto disciplinata. Ovvero capace di giocarsela con l'Irlanda per una larghissima parte del match dopo il 6-10 dell'intervallo e il 9-10 di inizio ripresa, subito dopo una possibile meta di Furno rimasta incompiuta per un nonnulla.

Dettagli fatali
In simili partite a fare la differenza sono però i dettagli e la nostra Nazionale, per quanto la migliore vista in questa Rugby World Cup, non è perfetta. Anzi, in touche è decisamente imprecisa e vede sfumare su rimessa (4 rubate dall'Irlanda) diverse occasioni d'attacco, mentre nel secondo tempo alcune ingenuità difensive armano il piede del quasi infallibile Sexton (11 punti tra i pali, inclusa la trasformazione della meta di Earls) per il 16-9 finale che vale ai verdi la certa qualificazione e agli azzurri l'onore delle armi (oltre al punto di bonus in classifica).


Per la squadra del ct Brunel una bella figura che però non serve a evitare l'eliminazione dal torneo così come non serve immaginare come sarebbe finita contro la Francia se gli azzurri avessero avuto lo stesso approccio della sfida contro quella che (avendo perso solo tre incontri negli ultimi due anni) è considerata la migliore squadra dell'emisfero Nord della palla ovale.

Vince... la delusione
"Abbiamo visto un'Italia di alto livello, ma abbiamo perso e quindi non possiamo certo essere soddisfatti. In molti dicevano che l'Irlanda avrebbe vinto con un margine di 40-50 punti visto il gap tra noi e loro e invece la squadra ha risposto in modo positivo, ma la sconfitta rimane e non siamo contenti. Forse se Furno avesse segnato quella meta, il match poteva 'girare' in modo diverso": questa la lucidissima analisi di Sergio Parisse, omaggiato di una standing-ovation alla sua uscita dal terreno del londinese Queen Elizabeth Olympic Park.

Soddisfatto, ma al contempo deluso anche il ct Jacques Brunel: "Peccato per l'occasione avuta con Furno, e anche per un'altra con Venditti... In ogni caso, abbiamo dimostrato che non siamo quelli della partite contro Francia e Canada, e che il nostro livello è questo. Ora dobbiamo mantenerlo nei prossimi impegni". Ovvero nel match contro la Romania, domenica prossima alle 15 (diretta Sky Sport), che chiuderà l'avventura di un Mondiale dal bilancio comunque deficitario.

La guida alla Rugby World Cup 2015
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