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Scherma, Rossella Fiamingo: un doppio oro mondiale verso Rio 2016

La due volte iridata nella spada ci racconta le sue emozioni dopo la vittoria di Mosca. Nel mirino, le Olimpiadi del prossimo anno

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Teobaldo Semoli

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Due volte d’oro. Come le leggende della spada Flessel e Horvath. Come Rossella Fiamingo, 24 anni da Catania, sguardo dolce e modi gentili che sulla pedana si trasformano in aggressività e determinazione.

“Il primo mondiale può essere un caso, ma vincere il secondo vuol dire essere davvero forti” dice, come niente fosse, la due volte iridata appena atterrata in Sicilia (la sua terra) da Mosca, dove l’Italia della scherma ha raccolto un bottino da sogno fatto di 4 ori – tra cui la doppietta del fioretto a squadre, ma anche la vittoria della sciabola (mancava da vent’anni) con Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Enrico Berrè e Luca Curatoli – e una medaglia di bronzo. 

Roba da far impallidire i colleghi delle altre discipline olimpiche. Sì perché tra un anno esatto si va a Rio e allora anche la Fiamingo non potrà più fare finta, com’è nel suo stile, di essere una delle tante… Vero Rossella?

“Vero. Prima però fatemi godere questa vittoria!”.

Che sapore ha questo oro? Il secondo consecutivo dopo quello di Kazan dello scorso anno…

“E’ ancora più bello, perché dopo la vittoria di Kazan non mi ero resa conto immediatamente dell’impresa che avevo compiuto. Questa volta invece sento che la sto davvero assaporando fino in fondo; ho iniziato dall’ultimo assalto (vinto da Rossella per 15-5 contro la svedese Samuelson, ndr) in cui dopo il primo break avevo già capito che avrei vinto..”.

Davvero? Da quando sei così sicura di te?

“Infatti parlavo solo degli ultimi 5 punti della finale! (ride, nda). In realtà arrivata qui a Mosca mi guardavo in giro pensando a chi sarebbe stata la nuova campionessa del mondo”.

E invece…

“E invece è andata bene. Forse proprio perché sono arrivata senza troppa pressione, dopo un’annata condizionata da due infortuni fastidiosi, prima alla schiena e poi al flessore della gamba sinistra. Dicevano che dopo l’oro di Kazan mi fossi montata la testa. Invece dovevo solo ritrovare la forma e un po’ di fiducia”.

Perché nella scherma, molto più che in altre discipline, l’Italia riesce a rimanere sempre ad altissimi livelli?

“Perché c'è una grande tradizione, oltre che una cultura di primissimo livello. La federazione stessa è abituata a far crescere i giovani facendogli fare esperienza all’estero. E poi abbiamo da sempre i migliori maestri, e non è un caso che le altre federazioni stiano facendo di tutto per portarceli via..”. 

E adesso che farai?

“Prima di tutto mi riposo per una settimana, a Taormina, con i miei amici. Poi parteciperò a un camp estivo a Jesi; quindi tornerò in Sicilia. Per un po’ di tempo non voglio prendere aerei”. 

Per Rio dovrai prenderlo per forza (l’aereo)..

“Manca ancora molto, e prima devo pensare ad aiutare le mie compagne a qualificarsi per la prova a squadre”.

Possiamo dire però che le Olimpiadi rappresentano l’obiettivo della vita per una schermitrice?

“E’ naturale che sia così, soprattutto per uno sport come il nostro. Basti pensare che alcuni giornali non hanno nemmeno riportato la notizia del mio oro. Purtroppo in Italia si pensa troppo al calcio”.

Inevitabilmente, a Rio, sarai la donna da battere…

“Me la sono cercata! L’importante sarà preparare l’Olimpiade come una gara qualsiasi, senza caricarsi di troppa pressione. Anche perché le avversarie saranno le stesse dei Mondiali. Anzi, saranno persino meno..”.

Immaginati tra un anno? 

“Spero di essere in vacanza, che sarà lunga, con non troppi esami da recuperare (Rossella è al secondo anno di dietistica, ndr) dato che giocoforza il prossimo anno dovrò mettere da parte gli studi. Certo, con una medaglia al collo sarebbe tutto più facile. Anche studiare”.

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