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Roma 2024: c'è un piano B del Coni anche senza Raggi

Già Madrid si candidò per le Olimpiadi 2014 solo con l'appoggio di Provincia e Regione: il progetto svelato dal Corriere della Sera

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Giovanni Capuano

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Il voto del Consiglio comunale di Roma che ha sancito il no alla candidatura olimpica della capitale per il 2024 non ha chiuso definitivamente la partita dei Giochi. Formalmente è stato compiuto il passo indietro decisivo, annullando la delibera con cui la Giunta Marino aveva fatto votare l'appoggio alla corsa olimpica. Non saranno fatti ulteriori passi per approfondire il dossier e l'appuntamento del 7 ottobre al Cio è cancellato. Per quanto riguarda il sindaco Raggi e chi governa la città la partita si è chiusa.

Il Coni, invece, ha scelto la strada del temporeggiamento e ragiona su un piano B. A svelarlo è il Corriere della Sera, secondo il quale l'addio alla candidatura non sarà formalizzato immediatamente dal presidente del Coni Malagò al Cio. Non ci sarà alcuna comunicazione e spetta solo al Coni questo passaggio formale: dunque per il momento Roma rimane in lizza insieme a Parigi, Budapest e Los Angeles. Il 7 ottobre, giorno in cui a Losanna si farà un approfondimento sui dossier, non succederà nulla di definitivo e il Cio appoggia questa posizione.

Bach e quel precedente di Madrid nel 2009
A sorpresa, infatti, il numero uno dello sport mondiale Bach ha fornito un assist importante al Coni ricordando come la candidatura di Roma abbia l'appoggio di Regione e Provincia (oltre a quello del Governo) e manchi solo di quello del Comune. Non una cosa da poco, ma nel 2009 Madrid arrivò fino in fondo a giocarsi le sue chance con Rio de Janeiro: perdendo, ma contando solo sul via libera della Regione e della Provincia. Insomma, si può tentare.

Ma la speranza - nemmeno troppo nascosta - è che la maggioranza che oggi governa Roma possa entrare in crisi nelle prossime settimane o nei mesi prima del vero appuntamento decisivo che è fissato per il 7 dicembre. Le difficoltà del sindaco Raggi e del Movimento 5 Stelle sono all'ordine del giorno e, in caso di impossibilità a procedere, lo scenario politico potrebbe cambiare in maniera repentina. Questa, più che un ricorso al Tar per "difetto di motivazioni" nella cancellazione della candidatura è la vera sfida di Malagò.

Le date da cerchiare in rosso
Ecco, allora, le date da cerchiare in rosso sul calendario per capire se Roma 2024 ha ancora qualche speranza di diventare realtà. Si comincia il 4 ottobre con la visita a Roma del presidente del Cio, Thomas Bach: il Comitato continua a lavorare per costruire il dossier e per allargare il consenso intorno all'Italia malgrado negli ultimi mesi sia stato perso molto del vantaggio accumulato in primavera.

Il 7 ottobre, come detto, ci sarà un punto della situazione con anche le altre città in lizza ma senza che ci sia alcuna scadenza ultimativa. Poi il 7 dicembre ci sarà l'esame della seconda parte delle documentazioni e qui le idee dovranno essere più chiare e il Coni, insieme al Governo, dovrà aver verificato se esistono i margini per bypassare il no di Roma oppure se si tratta di una sfida impossibile. A febbraio, infine, scade il termine per eventuali modifiche al dossier, quelle proposte da Malagò alla Raggi senza nemmeno essere ascoltato. Difficile. Non impossibile. Ma per il momento Roma rimane iscritta alla corsa per i Giochi.

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