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Roland Garros, Djokovic all'esame Nadal

Oggi la finale anticipata tra Rafa e Nole, che non ha mai vinto a Parigi contro lo spagnolo. Il pronostico di Jacopo Lo Monaco, voce di Eurosport

Teobaldo Semoli

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Dopo l’eliminazione di Roger Federer per mano del connazionale, amico e rivale Stan Wavrinka il Roland Garros arriva ufficialmente alla stretta finale. Con il numero 2 del mondo fuorigioco, il quarto di finale tra Djokovic e Nadal assomiglia sempre di più una finale anticipata, che per Nole rappresenta anche l’esame finale della sua straordinaria carriera. Il perché lo chiediamo a Jacopo Lo Monaco, voce dell’Open di Francia per Eurosport.

Lo Monaco, perché la sfida con Nadal può essere per Djokovic l’ultimo esame di maturità?

“Perché Nole a Parigi è 0-6 contro Rafa. Perché è stato più volte vicino alla vittoria ma non è mai riuscito a batterlo. Perché il Roland Garros è l'unico Slam che manca nella sua straordinaria bacheca. In altre parole, se Djokovic vince con Nadal non solo potrebbe aver già vinto l’Open di Francia, ma anche la corsa al Grande Slam diventerebbe qualcosa di concreto..”.

Addirittura?

“Beh, facendo due conti: Djokovic sul cemento fatica a perdere, e vorrà riscattarsi della sconfitta del 2014 contro Nishikori; lo scorso anno a Wimbledon ha vinto giocando molto peggio di come sta giocando quest’anno. Se tutto va come deve andare..”.

Un pronostico sulla sfida di oggi. Chi vince?

“Il favorito è indubbiamente Nole. Lo era prima del torneo e lo è ancora oggi, anche perché Nadal non ha dimostrato di avere uno stato di forma tale per “girare” il pronostico a suo favore. Forse il vento sarebbe potuto essere una variabile in favore della spagnolo, ma stando alle previsioni di oggi non dovrebbe esserci..”.

L’eliminazione di Federer possiamo considerarla una sopresa?

“Credo che il vento sia stato decisivo. Wavrinka ha una palla più pesante di quella di Federer e in quelle condizioni i suoi colpi risultavano più efficaci rispetto al gioco variato di Roger”.

Eppure a Roma le cose erano andate esattamente nella maniera opposta…

“Qui a Parigi mi sembra che Wavrinka avesse stimoli diversi. E poi non dimentichiamoci che giocare 3 set su 5 è ben altra cosa. Sulla lunga distanza per Federer, che tra l’altro non aveva avuto il giorno di riposo dopo la partita contro Monfils, è difficile vincere un match di alto livello sulla terra”. 

Invece la vittoria di Tsonga su Nishikori ti ha sorpreso?

“Mi ha sorpreso l’inizio, nel quale Nishikori è andato sotto non riuscendo praticamente mai a mettere i peidi sulla linea di fondo. Dopo la pausa mi aspettavo la rimonta ma nel quinto set sono subentrati fattori extra-tennistici, ad esempio il tifo del pubblico francese che quasi spingeva la palla di Tsonga..”. 

Come vedi l’altro quarto di finale tra Murray e Ferrer?

“Sicuramente potrebbe essere una partita equilibrata, nella quale vedo Ferrer favorito, data la superficie, ma con un Murray che avrà l’occasione di dimostrare i progressi degli ultimi mesi”.

Veniamo alle donne. Qui gli occhi del tifo azzurro sono puntati sulla sfida tra Williams ed Errani. Sara ha davvero una chance di battere Serena?

“Ok il precedente di Brindisi (in cui la tennista azzurra era arrivata a due punti dal match contro la Williams, ndr), però temo che nonostante le premesse sarà dura battere la Williams a questo punto di un torneo dello slam. Anche perché Serana sa che con la Errani può andare in svantaggio ma avere sempre la possibilità di recuperare; se rimane concentrata al servizio e in risposta può infilare una serie di punti tali da spaccare il match”. 

Come può allora la Errani mettere in difficoltà Serena?

“Provando a farla giocare punti da più di 5-6 colpi e sfruttando qualche errore della Williams. D’altra parte è solo lei che può perdere il Roland Garros. Basti pensare che con le altre 5 giocatrici in tabellone ha perso una sola volta in tutta la carriera...”.

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