Giovanni Capuano

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Nel nome del padre, ma facendo anche meglio di papà Bruno, che ai Giochi del 1992 a Barcellona aveva centrato il bronzo sparando dalla fossa. Gabriele Rossetti si è vestito d'oro a Rio de Janeiro e lo ha fatto al termine di una gara pazzesca, nella quale era entrato male (sbagliando 4 piattelli e precipitando oltre la ventesima posizione) e che ha rimesso in piedi con una serie senza fine di centri.

Aveva bisogno di un miracolo per non tornare a casa a mani vuote. Lo ha compiuto: 50 su 50 nelle ultime due serie delle eliminatorie, poi 12 su 12 negli spareggi per entrare nella finale a sei e, quando ogni sparo pesava il doppio perchè poteva valere la medaglia oppure una cocente delusione, un altro 16 su 16. L'ultimo ad arrendersi è stato lo svedese Svensson mancando il piattello finale. Ma l'impressione era che Rossetti non si sarebbe mai fermato.

Rio 2016 si sta rivelando un'Olimpiade storica per il nostro tiro a volo e, in particolare, per lo skeet azzurro. La medaglia conquistata da Rossetti è la 5° di questa edizione dei Giochi e segue di poche ore la magnifica doppietta Biacosi-Cainero nel femminile. Poi bisogna conteggiare gli argenti di Pellielo e Innocenti.

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