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Pallanuoto, il ct Campagna: “La rinascita del Settebello? Con una cena e un bicchiere di vino"

L'allenatore degli azzurri racconta, alla vigilia della semifinale con la Serbia, i suoi segreti e quelli della sua Italia

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Teobaldo Semoli

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“A volte basta davvero poco: un cena insieme, al ristorante, quattro chiacchiere (sincere), un bicchiere di vino per ritrovare tranquillità e voglia di stare insieme; per ricordarsi cosa si è capaci di fare”.

Così Sandro Campagna, all’indomani della vittoria contro la fortissima Ungheria, che vale la semifinale ai mondiali di pallanuoto di Kazan, descrive il suo modo di intendere lo sport – e la vita in genere, perché no.. – per spiegare la rinascita del suo Settebello che dopo le due sconfitte (contro Grecia e Stati Uniti) è risorto battendo il Canada e i fenomeni magiari, campioni in carica, rimontando dal 3-5 di fine terzo quarto fino al definitivo 8-7.

“Sotto di due gol, ho chiamato time out – racconta il ct azzurro – non stavamo giocando male, dovevamo solo sbloccarci. Così ho detto ai ragazzi di stare tranquilli, come lo ero io. In quei momenti penso che non serva a niente alzare la voce”.

Questo Settebello sembra aver bisogno di finire con le spalle al muro per tirare fuori il meglio. Vero, Campagna? 

“Sì, è una caratteristica di questo gruppo e non necessariamente un difetto. Insomma non è qualcosa che dobbiamo cambiare, ma imparare a gestire..”.

In che senso?

“Nel senso che questa squadra si sente molto sicura di sé, a volte troppo, ma è il segreto per rimettere in piedi certe partite che inevitabilmente ti ritrovi ad affrontare a questi livelli. E’ stato così lo scorso anno, con il bronzo agli Europei. Ora dobbiamo mostrare la maturità necessaria per riuscire a sfruttare appieno questa nostra peculiarità”. 

Come si spiega le due sconfitte del girone di eliminazione?

“La prima partita, con la Grecia, abbiamo giocato male. Forse può aver influito il fatto che era l’esordio e si giocava a mezzogiorno, quando non tutti i giocatori si sentono al top. Nonostante questo ricordiamoci che abbiamo perso per un rigore inesistente negli ultimi minuti..”.

E con gli Stati Uniti?

“Ecco, lì mi sono un po’ “incazzato” (sorride, nda). Soprattutto perché in quel caso, avendo rimesso in piedi la partita, non avevamo attenuanti. E invece siamo "implosi", inspiegabilmente, gestendo malissimo quasi tutte le fasi di gioco”.

A quel punto, cosa è successo?

“Dopo dieci giorni in albergo pensavo che fosse ora di cambiare aria. Così ho deciso di portare i ragazzi fuori a cena, di parlare e farli parlare davanti a un piatto e un buon bicchiere di vino. Ricordiamoci che questo gruppo è nato meno di tre anni fa e mette insieme giocatori di generazioni completamente diverse. Si va dai 36 anni di Tempesti ai 20 di Velotto, classe 1995”.

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Alessandro Campagna, 52 anni, dal 2008 è allenatore del Settebello (Credits: @Matteo Rasero​)

Come definirebbe questo Settebello? Lei che ha fatto parte del primo..

“Volendo fare un paragone con il mondo della musica, una delle mie passioni, è come se avessi nello stesso gruppo un grande del rock anni ’80, tipo David Bowie, e uno di quei fenomeni musicali di oggi. Ogni tanto mi chiedo cosa si dicono quando vanno in camera insieme. O che musica ascoltano!? (ride, nda)”.

Come si possono mettere insieme due generazioni così diverse?

“È la cosa più difficile. Io ci ho provato responsabilizzando gli anziani, a cui ho dato in mano le chiavi delle squadra, invitandoli a loro volta ad aiutare i giovani e metterli in condizione di esprimersi al meglio”. 

Adesso c'è la semifinale, con la Serbia. Che cosa dobbiamo aspettarci?

“Partiamo da un presupposto: i serbi sono più forti degli ungheresi. Hanno un’età media perfetta (28 anni contro i 26 dell’Italia, nda) e sono nel pieno della loro maturità fisica e tecnica, con un paio di anni di anticipo sul nostro percorso. Anche per questo dobbiamo rimanere tranquilli e pensare che ci basta una vittoria su due partite per qualificarci per Rio”.

Insomma, sarà durissima…

“Vero, eppure sono convinto che faremo una grande partita. Il segreto sarà puntare tutto sulla nostra velocità, tenendo il ritmo alto, per contrastare la loro superiorità fisica”.

In semifinale ci è arrivato anche il Setterosa. Cosa significa? 

“Significa che il movimento funziona, come abbiamo dimostrato negli ultimi anni arrivando in zona medaglia per tre mondiali di fila. Siamo forti e sappiamo dimostrarlo negli appuntamenti importanti. Anche questa è una peculiarità di noi italiani della pallanuoto, e ma la tengo stretta”.

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