Mondiali di nuoto 2013: non solo Pellegrini

Nei 200 dorso Federica sarà come sempre la più attesa a Barcellona, ma ci sono altri atleti ancora più da medaglia. Parola di Lorenzo Vismara, passato dalla vasca ai microfoni di Eurosport

Federica Pellegrini alla partenza dei 200 dorso vinti di recente a Torino nella Swimming Cup 2013. Secondo Lorenzo Vismara, una finale a Barcellona sarebbe comunque già un ottimo risultato. (Credits: Ansa/Alessandro Di Marco)

Paolo Corio

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Il programma avvisa che i Mondiali di nuoto di Barcellona 2013 aprono il 19 luglio con la tradizionale Cerimonia, ma in realtà le acque catalane (pallanuoto a parte, prevista già nella prima settimana) inizieranno davvero a ribollire dal prossimo 28 luglio, primo giorno in cui scenderanno in vasca i più forti atleti del pianeta. Con Federica Pellegrini ancora una volta nei panni della più attesa dal pubblico italiano: "Un ruolo dettato dalla fama raggiunta da Federica", afferma Lorenzo Vismara, ex compagno di Nazionale della campionessa e oggi commentatore tecnico di Eurosport, "e dal fatto che lei sta avendo prestazioni superiori alle aspettative in quello che poteva anche essere un anno di nuoto 'a mezzo servizio' dopo le Olimpiadi di Londra. Ma in realtà dal punto di vista squisitamente tecnico non dobbiamo riversarle addosso più aspettative di tanto, tenendo anche conto che si cimenterà nei 200 dorso, lasciando lo stile libero alla sola staffetta".

Cos'è dunque lecito attendersi dalla Pellegrini a Barcellona?

"Arrivare in finale sarebbe per lei già un'ottima prestazione e l'eventuale podio sarebbe una vera ciliegina sulla torta. Tanto per essere chiari, anche un 4° posto sarebbe un risultato superlativo: è vero che Federica conosce bene la distanza dei 200, ma nuotarli a testa in su è davvero tutta un'altra cosa... Nella staffetta, invece, è evidente che saranno i suoi tempi a fare la differenza per la squadra, ma anche qui eviterei di pretendere più di quello che può oggettivamente dare in questa stagione. Dopo di che stiamo parlando di un'atleta eccezionale, capace di stupire anche quando uno meno se lo aspetta".

Rimanendo in campo femminile, c'è invece qualche atleta azzurra che può e deve puntare a una medaglia?

"Sicuramente Ilaria Bianchi nei 100 farfalla: ingigantita in maniera stratosferica dal 5° posto alle Olimpiadi di Londra e con una stagione in vasca corta da assoluta protagonista, ha tutte le carte in regola per puntare al podio e mettersi definitivamente in luce, soprattutto in un anno post-olimpico in cui le atlete maggiori possono aver tirato un po' i remi in barca. Poi va seguita Martina De Memme, che ha piazzato una serie di risultati in progressione con tempi di assoluto livello internazionale: è lei ora la nostra atleta di vertice nel mezzofondo, dopo il temporaneo cambio di distanza della Pellegrini e il ritiro di Alessia Filippi, che tra l'altro sarà con me l'altra voce tecnica di Eurosport nelle dirette di questi Mondiali".

Come vedi invece la spedizione maschile, alla luce anche delle polemiche post-Olimpiadi?

"Un'osservazione prima di tutto: i risultati a Londra non sono stati di sicuro quelli attesi, ma non ho apprezzato - sia nel maschile che nel femminile - tutta quella distribuzione di colpe... Quando sei in acqua, sei solo tu l'artefice dei tuoi tempi, nel bene come nel male, e lo dico per esperienza diretta. Quanto agli azzurri, vedo bene Gregorio Paltrinieri, fresco di maturità scientifica ma anche di risultati che fanno ben sperare dati i suoi 18 anni: può davvero ambire a una medaglia. Poi c'è naturalmente Fabio Scozzoli, impegnato nei 50 e nei 100 rana: lui è la sicurezza del nostro nuoto, ha fatto bene la Coppa del Mondo quest'inverno ed è un atleta dalle sempre elevate prestazioni, anche se può avere qualche passaggio a vuoto come nella finale olimpica, dove ha peraltro fatto un'ottima prestazione. A deludere a Londra è invece stato Luca Dotto, da cui però mi attendo un riscatto perché ha lavorato bene per migliorare sulla partenza, suo punto debole, così come in altri dettagli tecnici: la strategia giusta per colmare l'inevitabile gap atletico con avversari che sono tutti 'armadi' alti due metri".

Non rimane ora che parlare di Magnini...

"Filippo merita tutto il rispetto di chi ha già vinto due titoli mondiali nei 100 stile libero, ma i suoi attuali tempi paiono ora un po' lontani da quelli necessari per ottenere risultati di un certo tipo, anche alla luce dei miglioramenti avuti da tutti gli altri atleti che scenderanno in vasca contro di lui". 

Intanto sono ripartite alla grande le voci intorno al rapporto Magnini-Pellegrini: quanto credi che il gossip e il conseguente bombardamento mediatico abbiano influito e possono continuare a farlo sulle prestazioni dei nostri nuotatori e nuotatrici?

"Per quelli con cui ho nuotato io, inclusi Filippo e Federica, credo proprio che la vita privata non possa condizionare i risultati. La stessa Pellegrini, che ha solo 25 anni e che è entrata in Nazionale giovanissima quando io ne ero il capitano, è cresciuta con un nuoto fatto esclusivamente di sacrificio, di fatica, di km con la testa immersa in acqua sperando che tutti quegli sforzi venissero poi ripagati dalla gloria finale. Sono insomma atleti che sanno come la strada per il podio non consente distrazioni di sorta, se non per un paio di settimane l'anno. Vedo invece un potenziale rischio per le nuove generazioni: quelli di 20-22 anni che stanno crescendo in un mondo del nuoto in cui diventi un personaggio pubblico molto rapidamente alla pari di altri sport. Con la differenza che nel calcio puoi anche permetterti più party e serate mondane a settimana, mentre nel nuoto no...".

Torniamo a Barcellona: quali saranno le gare da non perdere?

"Qui sono di parte, perché attaccato al mio passato in vasca: le gare di velocità continuano a mio avviso a essere le più appassionanti, quindi dico che sono imperdibili i 50 e 100 stile libero uomini e donne. Poi però ci sono altri appuntamenti da non mancare per la grandezza dei nuotatori in vasca: in campo maschile sono da seguire l'americano Ryan Lochte, che è oggi indiscutibilmente la stella n°1 del nuoto planetario, e il cinese Sun Yang, oro nei 400 e nei 1500 a Londra; in campo femminile - indipendentemente dalla Pellegrini - non bisogna invece perdere la finale dei 200 dorso con la regina statunitense della specialità Melissa Franklin".

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