Mario Rodwald: “Ecco perché farò kitesurf fino ai 70 anni”

Il giovane tedesco ha conquistato a Castelldefels il titolo di campione d'Europa 2013. “Il mio sogno? I Mondiali 2015” - Le foto - 

Mario Rodwald in azione (Credits: mariorodwald.com)

Dario Pelizzari

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Bello, bravo e pure saggio. Il tedesco Mario Rodwald, detto “Supermario”, 22 anni e un carico grande così di promesse per il futuro, è la nuova stella del kitesurf, lo sport che mette insieme l'ebrezza del surf con la poesia dell'aquilone.

A Castelldefels, splendida località di mare a due passi da Barcellona, il ragazzo di Rendsburg che spicca il volo verso il cielo con salti da capogiro si è laureato domenica scorsa campione d'Europa nella categoria freestyle. Per la seconda volta nella sua breve eppure già straordinaria carriera. Per salire sul gradino più alto del continente non ha dovuto nemmeno gareggiare. Colpa (o merito) dello scarso vento che ha fatto capolino nel fine settimana a Castelledelfs, sede della quarta e ultima tappa del tour continentale. Per Mario, sarebbe comunque stata una formalità o poco più. Sì, perché si dà il caso che il kitesurfer che pratica questo sport da quando era poco più che un bambino aveva già vinto tutte e tre le gare precedenti. Una dietro l'altra. Come se saltare più in alto degli altri fosse per lui una cosa da nulla, semplice e naturale come bere un bicchiere d'acqua.

“E' da quando avevo cinque anni che pratico sport di questo tipo – spiega Supermario allo stand della XS Power drink, bevanda energetica di origine statunitense che ha deciso di appoggiarlo e sostenerlo da vicino -. Grazie ai miei genitori che mi hanno portato in vacanza in giro per l'Europa ho imparato a conoscere il surf e da lì al kite il passo è stato breve. Il kitesurf mi ha subito affascinato. Era bellissimo sfrecciare velocissimi sull'acqua, sempre più in alto. Non ho più smesso. E ora ho un sogno, diventare campione del mondo nel 2015. E' un obiettivo difficile da raggiungere, ma farà del mio meglio per raggiungerlo e per questo so che dovrò allenarmi molto”.

Mario Rodwald ha i numeri per arrivare lontano. Lo si capisce dal modo in cui è stimato dai colleghi di gara, dalla determinazione e dall'entusiasmo con cui racconta le proprie imprese, ma pure dalla gioia che sprigiona dagli occhi quando parla dello sport che gli sta regalando soddisfazioni inattese e per questo ancora più belle. “Per me il kite è qualcosa che va oltre lo sport. Credo che proseguirò la mia carriera da professionista per altri cinque o sei anni e poi mi divertirò per altri sessanta. Non scherzo, ho un amico di 75 anni che si diverte ancora oggi a fare salti pazzeschi. Per questo dico sempre a tutti che c'è tempo per imparare. E' facile, nel giro di qualche settimana di lezioni si può diventare abbastanza bravi da innamorarsi di questo sport e non lasciarlo più”. Qualche settimana, dice lui. Difficile crederlo guardando le magie che sono capaci di fare in acqua i kitesurfer.

Di padre in figlio, il kite è una passione che non bada alla carta d'identità. Spiega Mario: “Già, anche mio papà adora questo sport. E' un atleta a tutti gli effetti e ha partecipato agli Europei nella categoria racing, che altro non è che una gara a chi arriva prima sul traguardo. Chi è più bravo? Be', dipende. E' sicuramente più veloce di me, ma io so fare delle cose che a lui non riescono. Il kite ci ha permesso di passare molto tempo insieme. Devo ammettere che è eccitante girare il mondo con lui, ci diamo coraggio a vicenda e ci sosteniamo nei momenti difficili”. Sulla spiaggia di Castelldefels non è difficile riconoscerli. Il papà di Mario è una copia del figlio con i capelli bianchi. Il sorriso poi non mente e svela consuetudini comuni.

Si diceva, la saggezza. A 22 anni, Mario Rodwald ha già capito come fare per scalare le vette di uno sport che qualcuno dice potrebbe diventare olimpico nel 2020. “Le tre cose che a mio parere non possono mancare in chi decide di praticare una disciplina come questa sono, nell'ordine: la voglia di divertirsi, perché altrimenti è meglio lasciar perdere e dedicarsi ad altro; la costanza negli allenamenti, per sentirti bene in gara e riuscire a dare il massimo; e la perseveranza nel provare e riprovare un esercizio finché non riesce come avevi immaginato. Il kitesurf premia chi si dedica a lui con passione e determinazione. I grandi risultati non arrivano mai per caso”. Supermario ha fatto centro. A Castelldefels è iniziata la sua personalissima corsa contro il tempo. I Mondiali del 2015 sono dietro l'angolo e lui non vede l'ora di mettersi alla prova con i migliori kitesurfer del pianeta. Per volare più in alto di tutti. Per conquistare un titolo che lo farebbe entrare nella storia di questo sport dalla porta principale. Il papà farà il tifo per lui dalla spiaggia. In casa Rodwald, si sa, il kite è una ragione di vita.

@dario_pelizzari

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