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La lezione della pallavolo femminile

Tecnica, cuore, tifosi, tecnologia. I successi della Nazionale ai mondiali non sono solo sportivi

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Andrea Soglio

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Elettricità, energia positiva, orgoglio. Erano le sensazioni più diffuse ieri sera dopo la splendida prestazione della Nazionale italiana che ha sconfitto gli Stati Uniti nella prima partita della fase finale dei Mondiali di Volley. Un successo di squadra, di cuore, di tecnica. Ma che a ben guardare va ben oltre il risultato sportivo.

Perché anche chi non ha avuto la fortuna di essere presente al Forum, ha potuto respirare da casa un'atmosfera diversa molto lontana da quello che ci trasmette ogni domenica il tanto amato calcio. Esempi?

Nei 90 e passa minuti di partita non si è sentito un fischio, uno solo, o un insulto rivolto alle avversarie. Silenzio anche all'inno nazionale Usa. Per il resto solo applausi per le nostre giocatrici. Ed incitamenti. E battimani, e magliette azzurre, e tricolori dappertutto. Sugli spalti niente ultras, tamburi, fumogeni o slogan strani. Nemmeno gruppi di ragazzini che gridavano "mer.." ad ogni rimessa in gioco degli Stati Uniti. Solo famiglie, ragazze (tante ragazze) che hanno trasformato una partita in una festa.

La cultura sportiva in Italia: chi l'avrebbe mai detto?

 

Secondo insegnamento: la tecnologia. La pallavolo non si è fermata, non si è opposta al progresso. Si è dotata di uno strumento (nemmeno troppo complesso) che si chiama "video check". In pratica su alcune decisioni l'allenatore può chiedere l'ausilio di questo apparecchio che offre una visione precisa al centimetro ed al secondo di quanto accaduto. Così non ci sono dubbi su palloni dentro fuori, come si palloni toccati o non toccati dal muro. Pochi secondi di attesa ed il responso è chiaro, sicuro, senza possibilità di essere contestato. Ed infatti, guarda caso, nessuno contesta.

Terzo insegnamento: queste ragazze non sono delle "dive", non hanno ingaggi miliardari, non hanno creste, braccia coperte da tatuaggi, non riempiono le pagine dei giornali di gossip; da lunedì, finiti i mondiali, torneranno nell'ombra (è triste, ma sarà così. Accade sempre così). Eppure lottano, urlano, ridono, sudano, vincono. Ragazze normali che fanno qualcosa di straordinario. La faccia pulita dello sport.

Adesso non ci resta che goderci le ultime partite. Certi che gioiremo dei successi ma pronti a ricoprire di applausi le nostre ragazze anche nella sconfitta. Un consiglio agli organizzatori: regalate un biglietto a Carlo Tavecchio, il presidente della Figc che deve rifondare il nostro calcio.

Chissà, magari toccando con mano la differenza, gli viene qualche idea buona anche per i nostri stadi...

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