La valigia dei sogni (di un maratoneta)

Marco Mori è in partenza per New York, dove correrà per la quinta volta la più famosa maratona al mondo. Con sé porta una valigia piena di attrezzatura per correre e di speranze. Eccole.

Manca una settimana: domenica 4 novembre si terrà la 43^ edizione della New York City Marathon. Marco Mori, il nostro runner per passione, è - quasi - pronto. Ci ha spiegato perché questa della Grande Mela è l'unica maratona che corre , di come sia unica al mondo , dei rischi dei podisti , del suo rapporto con il cibo , il dolore e la fatica . Ora è tempo di preparare la valigia e di imbarcarsi per l'aeroporto di JFK.
Ecco il suo racconto.
"Mercoledì 31 ottobre: è il giorno della partenza, e l'emozione comincia a salire. Prenderò il mio "solito" Milano - JFK (non amo gli scali, fanno perdere un sacco di tempo) e più si avvicina il momento di volare a New York e più penso alle cose da mettere in valigia. Viaggio molto, e per fare una valigia non ci metto mai più di 10', ma attendo sempre l'ultimo giorno per paura di dimenticare qualcosa. E poi ho un mio metodo: in ogni posto della valigia ci metto sempre la stessa cosa, così a colpo d'occhio mi accorgo di cosa manca.

Ovviamente per questa trasferta la mia attenzione è focalizzata sull'equipaggiamento per la corsa: quando corro sto molto attento ai colori, e tutto deve essere abbinato. Quindi se uso scarpe verdi solitamente uso abbigliamento verde e fascia per la testa verde; se uso scarpe gialle l’abbigliamento da gara è tutto giallo. Ogni anno prima cerco le scarpe e poi impazzisco per cercare l’abbigliamento adatto. Quest’anno è l’anno del blu e del rosso, in onore alla bandiera americana che ho stampato sulle scarpe. Ah, e per la maratona di New York, ad eccezione delle scarpe, tutto deve essere rigorosamente nuovo.
 
Ecco la mia checklist:
 
- iPad pieno zeppo di musica italiana e di libri 'leggeri'. Le ore di volo sono parecchie e bisogna ingannare il tempo.
- 2 paia di scarpe da corsa. Un paio per la maratona di colore bianco rosso e blu (testate e rodate a puntino) e un paio nere con inserti arancio per le corse in Central Park dei giorni precedenti.
- La mia canotta Born2Run opportunamente personalizzata con il mio nome davanti e una frase dietro dedicata a mio padre, che di sicuro quest’anno mi seguirà dall’alto del cielo. (Amo molto personalizzare la mia canotta con piccole frasi che penso per lungo tempo e poi faccio stampare la settimana precedente la partenza).
- 4 diversi pantaloni: 1 short blu da usare se si prevede caldo, 1 paio di ciclisti blu sopra il ginocchio, 1 paio di pantaloni lunghi blu da usare se fa freddo e infine 1 paio di pantaloni neri da usare in allenamento.
- 3 t-shirt: 1 blu da gara, 1 rossa da gara (decido il giorno prima quale usare) e 1 nera per l’allenamento.
- 2 maglie pesanti nel caso sia molto freddo: 1 bianca e 1 nera.
- 2 maglie intime: 1 bianca da gara e 1 nera da allenamento.
- 2 paia di calzini: 1 paio bianchi, 1 paio neri.
- 2 fasce per la testa: 1 bianca e rossa comprata questa estate in Giappone appositamente per la maratona, 1 arancio in tono con le scarpe da allenamento.  
- 2 cappellini: 1 blu, 1 nero.
- Il mio immancabile GPS da polso (rosso per fortuna, altrimenti avrei dovuto ricomprarlo in colore neutro).
- 1 tuta (blu ovviamente, intonata al resto) di materiale caldo, da abbandonare prima della partenza sul ponte da Verrazzano.
- 1 giaccone da abbandonare prima della partenza sul ponte da Verrazzano.
- Occhiali con lenti trasparenti e più scure da usare se piove o se c’è molto sole.
- Le mie caramelle da masticare durante la corsa. Insieme alle scarpe e alla canotta sono le uniche cose delle quali sono davvero geloso perché non le posso trovare a New York. Viaggiano infatti con me nella cabina dell’aereo.
- 2 polsini da tennis: 1 blu, l’altro nero. Dato che corro con alcuni braccialetti (Sansone aveva la forza nei capelli, io nei braccialetti) li copro per evitare abrasioni durante i 42 km.
- 1 sacco nero dell’immondizia formato gigante. Se piove nell’area di partenza non c’è niente per ripararsi e quindi dobbiamo attrezzarci.
- 1 tubetto di crema canforata per riscaldare i muscoli prima dello start.
- Il mio pigiama, al quale non rinuncio nemmeno sotto tortura, per evitare di dormire la prima sera al freddo come mi è capitato qualche anno fa.
E poi, soprattutto, 3 cose molto importanti. Una è la bandiera italiana che vedi nella foto e che sventolerò nell'ultimo chilometro. Le altre sono due sogni, uno legato alla maratona e l'altro alla vita. Il primo è quello di arrivare in fondo, divertirmi e tornare a casa con l'agognata medaglia. Il secondo è quello di poter gettare le basi per andare a vivere a New York, ovviamente con mia moglie e ovviamente con il nostro cane (anche se continua a mordere i miei piedi…)."

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