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Roma: poker Djokovic e tris Sharapova in un Foro Italico troppo piccolo

Il serbo e la russa firmano di nuovo gli Internazionali di tennis, con il boom di pubblico che fa ipotizzare futuri traslochi

L’unico che ha rischiato di batterlo è stato il tappo dello champagne, finito pericolosamente sul suo naso quando il numero uno del mondo e degli Internazionali d’Italia l’ha aperto durante la premiazione. Se l’è cavata con un piccolo ematoma Nole Djokovic che, per niente scaramantico, si era esibito in una delle sue goliardate scrivendo, appena sbarcato a Roma, il suo nome nel posto riservato al vincitore nel tabellone piazzato nella zona giocatori. E non si sbagliava: ci ha messo poco più di un’ora a mandare a casa Roger Federer ("Nole oggi era troppo forte", ha commentato lo svizzero, che si è visto sfuggire il titolo per la quarta volta), realizzando con un 6/4-6/3 il suo poker capitolino dopo le vittorie del 2008, 2011 e dello scorso anno.

Dopo aver infilato sotto gli occhi di Xavier Zanetti, Marcello Lippi e Ben Stiller una serie di ace drop shot e annullato in scioltezza sul 4/4 del primo set l’unico break point per l'avversario, Djokovic ha ripreso in mano il pennarello nero per scrivere sulla telecamera la sua dichiarazione d’amore alla città: "Grazie ancora Roma", seguita al "Quanto sei bella Roma" come dedica per vittoria in semifinale. Perché lui, ha chiarito, nella capitale si sente a casa così come lo è almeno sportivamente Maria Sharapova, che con la vittoria di ieri ha messo a segno il suo personalissimo tris (aveva già vinto a Roma nel 2011 e nel 2012) battendo Carla Suarez Navarro per 4/6- 7/5- 6/1.

Dollari a Nole, fischi alla Boschi
Nole Djokovic, insieme al trofeo consegnato dalla ministra delle Riforme Maria Elena Boschi (che si è beccata una notevole dose di fischi dal pubblico), si è portato a casa un assegno di 628 mila dollari che va ad arricchire il suo bottino di 77 milioni di bigliettoni verdi raggranellato in carriera. E chissà se Papa Francesco, che si è recentemente speso contro la disparità degli stipendi maschili e femminili, avrebbe qualcosa da dire sul fatto che la Sharapova - che è pure stata oltre due ore in campo per battere Suarez Navarro - si è dovuta accontentare di "appena" 400 mila dollari, che portano a quasi 35 milioni la cifra incassata con i vari tornei.

Addio Foro Italico?
Ieri è stato anche il momento dei bilanci: il presidente della Federtennis Angelo Binaghi, dopo aver fornito dati da boom economico (l’incasso totale è stato di 9 milioni 634 mila euro, quasi due milioni in più della passata edizione e il doppio del 2011), si è accodato all’ultimatum appena lanciato dal presidente del Coni Giovanni Malagò al Comune di Roma, reo di non investire nel progetto e di aver appesantito l’area di troppi vincoli (il progetto del Centrale approvato dall’ex sindaco Walter Veltroni prevedeva 4 mila posti in più, poi bloccati), costringendo gli organizzatori a ipotizzare un trasloco.

"Il Foro Italico sta diventando troppo piccolo per questo torneo, non ci stiamo più", ha chiarito Binaghi, che pensa (o piuttosto minaccia?) di spostare il torneo in vista delle Olimpiadi 2024 addirittura fuori Roma, a Fiumicino, area priva di vincoli. I nodi da sciogliere riguardano la copertura del campo centrale, che garantirebbe qualche migliaia di posti in più, ma anche la realizzazione di parcheggi e la dotazione di una linea di bus speciali per gli Internazionali. A dire il vero Binaghi i bus li aveva già chiesti al sindaco Ignazio Marino, che ha però risposto picche, così come non ha concesso il Colosseo per il sorteggio ("eppure la foto opportunity con la Sharapova e Nadal avrebbe fatto il giro del mondo", il commento sempre di Binaghi) né piazza del Popolo ("che viene concessa anche all’ultimo dei politici") per far giocare i bambini con i campioni.

Ora quindi c’è la minaccia di una migrazione a Fiumicino, che però non piace ai giocatori: il vincitore Djokovic, ad esempio, ha fatto sapere di trovarsi molto bene nell’area del Foro Italico, "ricca di storia e al centro della città". Per il momento, comunque, l'unica concreta novità per gli Internazionali d’Italia è quella di un upgrading da parte dell’Atp, atteso per l’edizione del 2019 e che regalerebbe qualche giorno in più al torneo di partite al torneo capitolino.

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