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Giro d'Italia 2017, è già scandalo doping: due corridori positivi

Durante i controlli a sorpresa Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni della Bardiani-Csf sono risultati positivi al GHRPs, un ormone peptide

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Matteo Politanò

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Non poteva iniziare nel peggiore dei modi la 100ma edizione del Giro d'Italia che parte oggi da Alghero. Alla vigilia della prima tappa arriva però una triste notizia: due controlli a sorpresa dell'Unione ciclistica internazionale hanno svelato la positività di due corridori italiani, Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni della squadra Bardiani-Csf. La positività dei due riguarda l'assunzione del GHRPs, un ormone peptide.

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La squadra Bardiani-Csf ha comunicato immediatamente l'allontanamento dei due:

"La nostra intenzione è quella di procedere con l'immediato allontanamento dei corridori dalla squadra presente al Giro d’Italia e la loro sospensione da qualsiasi attività, in conformità con le disposizioni della stessa UCI. Qualora le controanalisi confermassero la positività degli atleti, la società sportiva procederà ad immediato licenziamento, come previsto dal proprio regolamento interno, già sottoscritto da tutti i corridori del team, riservandosi la possibilità di ulteriori azioni al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri sponsor". Bruno e Roberto Reverberi, manager del team, hanno dichiarato: "Siamo assolutamente scioccati dalla notizia. Attendiamo i risultati degli ulteriori accertamenti previsti dal regolamento antidoping e ribadiamo con assoluta fermezza l’intenzione di salvaguardare i valori che il nostro progetto sportivo ha portato avanti in questi anni"

Il comunicato ufficiale del Giro d'Italia

Questa invece la nota diffusa dal Giro d'Italia: "La Direzione del Giro, a seguito della sospensione dei due corridori Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi della Bardiani CSF da parte dell'UCI, riconferma con fermezza il proprio supporto alla CADF (Cycling Anti-Doping Foundation) dell'UCI nella lotta al doping in tutte le sue forme e modalità. Da parte sua, qualora anche le controanalisi dovessero dare esito positivo, la Direzione stessa ed RCS Sport si riservano di tutelare in tutte le sedi opportune l'immagine ed il buon nome del Giro d'Italia".

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