Federer fuori a Wimbledon perché stanco del tennis?

Jacopo Lo Monaco, voce tecnica di Eurosport, lo esclude. Anche se vede un futuro diverso per il campione svizzero per tutta una serie di fattori

Roger Federer, 32 anni il prossimo 8 agosto: il campione svizzero ha vinto a oggi 17 tornei del Grande Slam. (Credits: Ansa)

Paolo Corio

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Nel Wimbledon delle sorprese, quella più grossa è stata sicuramente l'eliminazione del 7 volte vincitore e campione in carica Roger Federer. Una sconfitta, quella contro il semi-sconosciuto ucraino Sergiy Stakhovsky, che ha suscitato in alcuni qualche perplessità sull'approccio del campione svizzero non solo nei confronti del torneo ma del tennis in generale.

In altre parole, dopo aver vinto (e più volte) tutto il possibile, Roger Federer si è stancato di impugnare la racchetta? "Non ho visto la partita per altri impegni professionali", risponde Jacopo Lo Monaco, commentatore tecnico di Eurosport, "e quindi non posso dare un giudizio sul match di ieri. Però non credo proprio che Roger Federer si sia stancato del tennis. Certo si tratta di una sconfitta clamorosa, visto che non veniva eliminato prima dei quarti dal Roland Garros 2004, ma di sicuro lo svizzero non ha perso la fame di vittorie e ritengo che entro il 2014 lo vedremo sollevare il trofeo di almeno un altro torneo del Grande Slam".

Nessun problema quindi di approccio motivazionale, di voglia di primeggiare ancora?
"Lo ripeto: non posso parlare rispetto a ieri, ma in termini assoluti lo escludo. Certo Federer è meno stimolato rispetto a 5-6 anni fa, ma ritengo che ciò valga soprattutto per i tornei minori, non per quelli del Grande Slam. Piuttosto va considerato l'approccio fisico, nel senso di quanto lo stia limitando il mal di schiena di cui soffre: Roger è sempre molto riservato su questo, forse anche perché non vuole sembrare quello che accampa scuse, però è sicuro che la sua forma fisica ne stia condizionando la preparazione e dunque il rendimento. Il suo tennis dalla linea di fondo, con la palla colpita in controbalzo, è perfetto solo se Federer è in condizioni perfette".

In questo senso, dovremo allora attenderci una minore continuità rispetto al passato…
"Sicuramente, motivo per il quale difficilmente rivedremo Federer al n°1 del ranking, anche perché sarà appunto più selettivo nella scelta dei tornei. Ma non parliamo di giocatore sul viale del tramonto o con la voglia di mollare tutto!".

Del resto, non è stato l'unico a cadere: l'ha preceduto Nadal e, sul fronte femminile, anche la Sharapova ha subìto la stessa sorte. Solo un caso o l'erba è davvero potenzialmente scivolosa per chiunque?
"È scivolosa soprattutto nei primi giorni, quando assomiglia di più a quella di 10-12 anni fa: i rimbalzi sono irregolari, la superficie è veloce e soprattutto crea apprensione perché dà l'impressione ai giocatori di avere una mobilità instabile. Soprattutto quest'ultimo fattore va a mio avviso a condizionare il gioco, favorendo così certe sorprese".

Sorprese che sono ancora possibili da qui alla fine del torneo?
"Tra gli uomini Murray pare oggettivamente avere un'autostrada per arrivare fino all'ultimo atto, mentre l'altra parte del tabellone è sicuramente aperta a diversi risultati. Nel femminile invece, fuori la Sharapova e l'Azarenka, hanno veramente tutte una chance. Su entrambi i fronti, il pubblico avrà dunque di che divertirsi".

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