Fabian vs Paltrinieri: Campioni a confronto

Il numero uno del triathlon italiano e la speranza azzurra del nuoto sono il simbolo del nuovo che avanza. Giovani e vincenti hanno lo stesso sogno: una medaglia a Rio 2016

Il triatleta Alessandro Fabian (a destra) con il nuotatore Gregorio Paltrinieri alla presentazione dei nuovi costumi di Arena.

Teobaldo Semoli

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Uno è l'uomo simbolo del triathlon italiano. L'altro è stato il migliore degli azzurri in vasca a Londra ed è considerato dagli addetti ai lavori l'astro nascente del nuoto tricolore. Alessandro Fabian e Gregorio Paltrinieri scherzano e si divertono nel ruolo di testimonial alla presentazione dei nuovi costumi di Arena per le Federazioni di Triathlon e Nuoto. "Per me è una situazione abbastanza nuova ma mi piace stare sotto i riflettori" mi spiega candidamente il diciottene Paltrinieri (che per essere in via Tortona ha saltato la scuola). "Di solito preferisco allenarmi - ammette il triatleta Fabian - per me quest'anno sarà un pò più soft quindi un pò di relax non mi dispiace".

Per entrambi ill 2012 è stato l'anno della consacrazione. Fabian ha conquistato il decimo posto nella gara olimpica di Londra (miglior risultato di sempre di un italiano alle Olimpiadi) e ora è tornato nella sua casa in provincia di Padova per staccare la spina e ricaricarsi in vista dei prossimi anni. Per Paltrinieri invece il quinto posto olimpico nei 1500 stile libero è stato il trampolino di lancio. Per lui gli allenamenti nel centro sportivo di Ostia procedono senza sosta perchè dopo la maturità lo aspettano i Mondiali di Barcellona dove dovrà riconfermarsi ai massimi livelli. Discipline e vite diverse quelle di Fabian e Paltrinieri ma con un grande sogno in comune: una medaglia a Rio 2016 per entrare nella storia.

Allora ragazzi, partiamo dal 2012 e dalle Olimpiadi. Da allora cosa è cambiato?

Fabian: “Sono cambiate diverse cose soprattutto in termini di consapevolezza dei miei mezzi. Il 2012 è stato l'anno che mi ha portato nella top ten mondiale ma ora la verà sfida sarà rimanere al top. E poi a Londra non è andato tutto al 100% altrimenti avrei avuto la medaglia d’oro al collo, quella che serve per scrivere la storia".

Paltrinieri: "Sono sempre lo stesso solo che partecipo a molti più eventi e conferenze stampa! Le Olimpiadi sono state qualcosa di fantastico. E poi un quinto posto nei 1500 alla prima partecipazione... E' vero che mi presentavo da campione europeo e ho sentito dire che anche io, come in parte la nostra spedizione, avevo fallito. Ma a 17 anni che cosa potevo volere di più?"

Una domanda per Paltrinieri. Cosa non ha funzionato nella squadra di nuoto di Londra?

Paltrinieri: "Sicuramente il gruppo non era molto unito ma per quanto riguarda la Pellegrini devo dire che le critiche sono state ingiuste. Per anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Non siamo delle macchine, un passaggio a vuoto ci può stare. E poi noi giovani, Ilaria Bianchi compresa, non avremo preso medaglie ma siamo andati forte. Dateci il tempo di crescere!".

Come procede il vostro 2013?

Fabian: "Quest’anno l'approccio è stato un po’ più soft: sono tornato nella mia casa in Provincia di Padova perchè dopo un paio di anni passati a Marostica avevo bisogno di ritrovare il piacere di allenarmi, senza pensare solo alla prestazione. Il 2013 sarà così poi inizieranno tre anni dedicati interamente alla preparazione dell'Olimpiade".

Paltrinieri: "Direi bene. Con la vittoria agli assoluti mi sono qualificato per i mondiali di Barcellona sia negi 800 che nei 1500. Era un obiettivo importante perché a giungo ho la maturità e quindi sarò costretto a saltare buona parte delle prossime gare. Comunque prometto che a Barcellona sarò al 110%".

In questo momento siete rispettivamente il simbolo e la speranza dei vostri rispettivi movimenti. Quanto sentite questa responsabilità?

Fabian: "Se dovessi pensarci realmente cadrei dal palco! So che devo raggiungere i risultati per me stesso, poi il resto verrà di conseguenza".

Paltrinieri: "Forse sono troppo giovane per sentirla. Diciamo che cerco di vivere tutto senza pressione addosso. Un pò come ho fatto a Londra (dove dopo gli scarsi risultati dei big aveva sulle spalle il peso dell'intera spedizione azzura ndr). So di essere a un bivio della mia carriera in cui si capirà dove posso arrivare veramente. Probabilmente riuscirò a capirlo meglio il prossimo anno, quando avrò finito la scuola e potrò allenarmi con più continuità".

Cosa manca in Italia dal punto di vista di strutture e organizzazione per fare, e farvi fare, l'ultimo salto di qualità?

Fabian:"Penso che la crescita del triathlon in Italia dimostri che tutti, federazione compresa, abbiamo fatto un gran lavoro. Forse manca ancora qualcosina ma alla fine credo che niente possa sostituire il sacrificio personale. Se dovessi dare un consiglio a un ragazzo più giovane gli direi solo "sacrificio, sacrificio, sacrificio". Nello sport ripaga sempre".

Patrinieri: "Più che i mezzi e le strutture ci manca un pò di "mentalità". Prendo l'esempio degli americani:si svegliano alle 5 e alle 6 entrano in vasca. Poi vanno a scuola e poi di nuovo in acqua per l'allenamento pomeridiano. In Italia sarebbe difficile trovare il custode che apre la piscina prima delle 8-9 del mattino".

Come vi vedete tra qualche anno?

Fabian: "Mi vedo come Gandhi".

Scusa?

Fabian: Ovviamente è una provocazione (ride nda) per dire che voglio fare qualcosa di concreto per diventare un esempio, non solo per il mio sport. In questo senso direi che una medaglia a Rio sarebbe perfetta".

Paltrinieri: "Spero di essere dove sono oggi, pronto al 100% per le Olimpiadi. Nel 2016 un quinto posto potrebbe non bastarmi".

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