Eurobasket 2013: Stefano Mancinelli, il nuovo capitano, carica gli azzurri

"Dopo 3 anni a digiuno di risultati, diventa imperativo qualificarci" dice "Mancio"

Capitan "Mancio" in azione nel Torneo di Trento vinto dall'Italia a luglio (Credits: Archivio Fip/Ciamillo-Castoria)

Cristina Marinoni

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Ha rifiutato l’offerta di Milano, sarebbe stato il suo terzo anno all’Olimpia EA7 Emporio Armani, e non ha ancora deciso dove giocherà la prossima stagione – di sicuro all’estero, sembra in Turchia – ma con l’Italbasket si è messo in testa un programma ben preciso. Stefano Mancinelli, ala che dà spettacolo ogni volta che tocca la palla a spicchi, tra un assist millimetrico e una bomba da tre punti, vuole assolutamente conquistare il pass per gli Europei 2013. E, da capitano fresco di nomina, il 29enne di Chieti dà la carica agli azzurri, che hanno esordito con una larga vittoria nel torneo di qualificazione contro il Portogallo a Sassari, il 15 agosto.

Nei test di luglio e agosto la Nazionale ha dimostrato un buon livello di preparazione: avete perso due match su otto.

Sì, le sei vittorie sono confortanti e ci spingono a pensare positivo. A questo punto, dopo 3 anni a digiuno di risultati, diventa imperativo qualificarci per cominciare a raccogliere quanto abbiamo seminato insieme a coach Pianigiani. Finalmente, ci sentiamo pronti: al campionato continentale arriveremo da outsider – parecchi di noi non hanno esperienza in Eurolega – ma non ci poniamo limiti e lotteremo con il coltello tra i denti, consapevoli dei nostri progressi.

Quali sono?

Siamo migliorati in difesa e nella circolazione di palla: i passaggi sono più veloci, fluidi, precisi. L'intesa tra noi è cresciuta, insomma.

E cosa dovreste ancora sistemare?

Un po’ tutto, com’è giusto che sia; siamo in evoluzione, non al top delle nostre potenzialità. Nel torneo a Trento e Danzica e nelle ultime due amichevoli contro la Croazia di errori ne abbiamo commessi eccome ma si trattava di gare che servivano proprio a sperimentare e gli sbagli erano contemplati. Da Ferragosto, invece, è vietato sbagliare: dovremo giocare al duecento per cento e approfitteremo delle tre settimane di confronti per perfezionarci.

Il punto di forza del team azzurro?

Il gruppo: siamo molto uniti e il clima sereno in cui viviamo ci permette di lavorare bene, senza risparmiarci. A dire la verità, lo spirito di squadra non ci è mai mancato, però, durante questo ritiro si è rinforzato ulteriormente.

Merito del nuovo capitano?

Io sono sempre lo stesso, in campo e fuori. Certo, fare “spogliatoio” mi riesce facile: sono un tipo socievole, mi piace stare con i ragazzi per chiacchierare e scambiare idee. Ammetto che ho la fortuna di avere compagni straordinari che si impegnano al massimo. Condividiamo fatiche e soddisfazioni, ci carichiamo a vicenda e ci divertiamo: è anche per merito loro, se la responsabilità del ruolo non mi pesa.

Gli avversari che teme di più nel girone?

La Repubblica Ceca e la Turchia: hanno elementi di qualità che sono rodati ed esprimono un ottimo basket.

A proposito di Turchia: girano voci che sarà la sua prossima destinazione.

Non ho scelto il club, non ho firmato contratti. Però, confermo che mi trasferirò all’estero: ho voglia di cambiare, tentare una nuova avventura.

Al contrario di qualche anno fa, quando rinunciò alla Nba: a lei erano interessati i Portland Trail Blazers.

La proposta della Fortitudo era troppo allettante per non accettarla. Se mi sono pentito di scelta? Mai. A Bologna mi sono trovato benissimo, così come a Milano, dopo. Non a caso ho casa in entrambe le città.

L’Italia non le mancherà?

No, perché verrò spesso. Oltre a ritrovare famiglia, fidanzata e amici, avrò un motivo in più per tornare: dovrò passare a controllare come procedono gli affari allo Space23, il negozio di sport che inaugurerò a settembre a Milano, insieme al mio socio Marco Materazzi.

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