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Doping: Russia esclusa dall'atletica, respinto il ricorso al Tas

A Losanna sentenza quasi scontata dopo il rapporto della Wada sul ruolo dello Stato nell'utilizzo di sostanze illecite

In attesa di sapere se il Comitato olimpico internazionale escluderà tutta la rappresentativa per il "doping di Stato" accertato dal recente dossier della Wada, al momento (il Cio si esprimerà definitivamente sulla questione domenica prossima) è confermato il fatto che la Russia non sarà protagonista nell'atletica ai Giochi di Rio 2016. E' stato infatti respinto il ricorso presentato al Tas (Tribunale di arbitrato sportivo) di Losanna da un gruppo di 68 atleti contro la decisione della Iaaf di sospendere la Federatletica russa sempre per aver incentivato e coperto l'utilizzo di sostanze illecite da parte di tanti suoi campioni.

Così funzionava il "doping di Stato" della Russia


Tanto dura quanto scontata reazione da parte di Vitali Mutko, ministro dello Sport russo, alla notizia dell'esclusione: "La decisione del Tas è in qualche modo politicizzata e non ha basi giuridiche. La Federazione mondiale di atletica leggera è completamente corrotta", ha dichiarato il n°1 di un dicastero finito a sua volta nella bufera dopo il rapporto della Wada sul doping di Stato.

Più o meno dello stesso tono la dichiarazione all'agenzia Tass da parte di Yelena Isinbayeva, due volte olimpionica di salto con l'asta: "Grazie a tutti per il funerale dell'atletica. Questa è una decisione puramente politica", ha affermato la campionessa, rivolgendo quindi un appello al presidente del Cio, Thomas Bach, affinché tolga il bando.

Decisamente più contenuta ma ferma, invece, la replica di sir Sebastian Coe, presidente della Iaaf: "Non è il giorno delle dichiarazioni trionfalistiche, perché non sono alla guida dell'atletica mondiale per escludere atleti. Ma la Iaaf ha le sue regole antidoping e siamo grati al Tas per aver supportato la nostra battaglia contro l'uso di sostanze illecite".

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