Doping in Russia: le rivelazioni del New York Times

Secondo il quotidiano americano ci sarebbe stato "uno dei maggiori complotti nella storia dello sport" come dichiarato da alcuni funzionari russi

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La sede del Comitato olimpico russo a Mosca – Credits: KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images

Redazione

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La Russia ammette per la prima volta ''uno dei maggiori complotti nella storia dello sport: un'operazione di doping vasta sugli atleti russi'', che non ha riguardato solo le Olimpiadi invernali di Sochi nel 2015 ma anche altre occasioni. Lo riporta il New York Times (qui l'articolo integrale) citando interviste con funzionari russi tra cui Anna Antseliovich, il capo dell'agenzia antidoping russa (Rusada) che, comunque, respingono l'idea che il programma di doping fosse sponsorizzato dallo Stato.

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Il Cremlino non ritiene una fonte la "confessione" di Antseliovich. "Non intendiamo accettare tale informazione come una fonte diretta", ha detto il portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie. "È necessario verificare la veridicità di tali parole - ha aggiunto - per ora non possiamo dire nulla". "Per trarre conclusioni, bisogna capire prima quanto corrisponda alla realtà, quanto siano vere le parole che le attribuiscono, cosa intendesse e in quale contesto", ha sottolineato Peskov, ricordando che fin dall'inizio dello scandalo del "doping di Stato", la Russia ha negato qualsiasi coinvolgimento delle autorità governative in un possibile programma di doping su vasta scala.

Più netto il parere del ministro dello sport russo, Pavel Kolobkov che a R-Sport ha dichiarato: "Ho studiato attentamente l'articolo e non ho affatto capito il legame fra il titolo e il suo contenuto: il titolo infatti non corrisponde affatto al contenuto e peserà sulla coscienza dell'autore. Voglio sottolineare che noi ci atteniamo alla nostra posizione e sull'assenza del sostegno statale al doping in Russia; la Russia ha preso e prende tutte le misure per lottare contro il doping".

Inoltre, ha sottolineato Kolobkov, la direttrice ad interim della Rusada Anna Antseliovich "non è un funzionario pubblico e la Rusada non è un ente statale".

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