Il campione britannico del ciclismo Chris Froome è risultato positivo al doping. Gli esami si riferiscono allo scorso 7 settembre, giorno nel quale il ciclista aveva corso la 18a tappa della Vuelta spagnola.

Chi è Chris Froome

Nato a Nairobi, in Kenia, nel 1985, Chris Froome è uno dei nuovi idoli del ciclismo mondiale. Cronoman e scalatore ha vinto per quattro volte il Tour de France, una volta la Vuelta spagnola e due bronzi olimpici, a Londra nel 2012 e a Rio nel 2016

La positività

Froome è risultato positivo al salbutamolo, potente broncodilatatore contenuto nel Ventolin, comune medicinale da banco contro l'asma. Un atleta ne può assumere massimo 1600 microgrammi in 24 ore o 800 nell’arco di 12 ore, il limite massimo di presenza nelle urine è invece di 1000 nanogrammi per millilitro, soglia oltre la quale scatta la positività. Negli esami incriminati Chris Froome aveva 2000 nanogrammi per millimetro.

Froome: "Sono tranquillo"

Il corridore non è stato ancora squalificato ed è convinto che la vicenda sia solo da chiarire. "Conosco le regole e le conosce anche il medico della squadra, che mi ha proposto un dosaggio progressivo durante la corsa". Anche il team Sky è pronto a difendere la sua stella sostenendo come il salbutamolo sia anche prodotto dall'organismo in maniera a volte imprevedibile. "Non a caso la federazione internazionale non ha sospeso l'atleta".

I nuovi esami

Adesso la Wada, l'agenzia internazionale anti-doping, convocherà Froome per un test. Verrà ricreato il ritmo di corsa della tappa in questione e sarà somministrato il salbutamolo per valutare se i valori di Froome derivino da un sovradosaggio vietato o da un'ipersecrezione naturale.

I precedenti

Nel mondo del ciclismo diversi corridori sono finiti nei guai per l'asma. Nel 2014 Diego Ulissi fu squalificato per 9 mesi dopo essere stato trovato con 1900ng/ml di salbutamolo nel sangue. Nel 2009 toccò a Filippo Volandri, condannato a tre mesi di squalifica per un antiasmatico assunto all'Indian Weels e poi scagionato per "buona fede". Nel 2007 risultò positivo anche Alessandro Petacchi con 1360ng/ml nelle urine, livelli che gli comportarono una squalifica di un anno poi tolta perché considerato "uso terapeutico".

Cosa rischia Froome?

Il corridore non è stato ancora squalificato ma dopo il test della Wada, visto l'alto livello di salbutamolo nelle urine, potrebbe essere ufficializzata la richiesta di sospensione. Se venisse confermato il doping Froome rischia un pesante stop che lo escluderebbe dal Giro d'Italia 2018 e che potrebbe anche portare la revoca della Vuelta 2017,  titolo che passerebbe al nostro Vincenzo Nibali.

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