Altri sport

Scandalo doping nell'atletica: 146 medaglie "sporche" tra il 2001 e il 2012

Secondo un'inchiesta pubblicata dal Sunday Times, sospetta una medaglia su tre. Il Cio si dice pronto a "fare pulizia", però...

bolt

Dario Pelizzari

-

Da Kuala Lumpur, sede della 128esima sessione del Comitato olimpico internazionale, sale al cielo l'ennesima promessa di lotta al doping. A firmarla, il presidente del Cio, Thomas Bach, che nel corso della conferenza stampa conclusiva ha dichiarato che l'organismo olimpico "agirà contro qualsiasi atleta premiato, senza guardare in faccia a nessuno". Tolleranza zero, il vecchio e caro ritornello che canta lo sport alle prese con le frodi da farmacia. Sul tavolo, l'ultimo temporale che si è abbattuto sull'atletica mondiale. E' notizia di ieri: secondo due autorevoli esperti di antidoping, gli australiani Robin Parisotto e Michael Ashenden, ben 146 medaglie (55 delle quali d'oro) assegnate tra il 2001 e il 2012 nel corso di Mondiali e Olimpiadi sarebbero state conquistate da atleti con valori ematici sospetti. Una su tre. Se i numeri venissero confermati, saremmo di fronte a un bagno di fango senza precedenti. "L'atletica è nella stessa posizione diabolica del ciclismo durante l'era Armstrong", il commento da spezzare il fiato di Ashenden. Che è arrivato a questa conclusione dopo aver controllato le carte raccolte nel biennio  dalla Iaaf, la Federazione atletica internazionale.

Doping e atletica, Alessandro Donati: "Nessuna sorpresa"

I documenti in questione sarebbero arrivati nelle mani dei due esperti australiani grazie alla soffiata di un informatore, che avrebbe girato il materiale al quotidiano britannico Sunday Times e all'emittente televisiva tedesca ARD/WRD. Da qui, il via all'inchiesta che sta facendo tremare il palazzo dell'atletica. "Mai visto un insieme di valori del sangue così spaventosamente anomalo", l'opinione di Parisotto dopo aver messo ordine alle circa 12mila analisi effettuate dalla Iaaf nel decennio 2001-2012. Dei 5mila atleti sottoposti a controllo prima o durante gare ufficiali, oltre 800 avrebbero evidenziato dati sospetti. Di più. Secondo l'inchiesta, sarebbe la Russia la nazione con il maggior numero di medaglie "sporche": addirittura 4 su 5. Davanti al Kenya, i cui atleti sarebbero saliti sul podio ben 18 volte senza meritarlo. Usain Bolt? Pulito, dicono gli esperti. Da Kuala Lumpur, il Cio ha ribadito l'impegno a fare pulizia, affinché lo sport risponda colpo su colpo al tentativo reiterato di affondarlo. Il "come" è già scritto. "Sarà compito dell'Agenzia mondiale antidoping (Wada) indagare per individuare eventuali casi di doping", ha detto il presidente Bach nel giorno della resa incondizionata di Joseph Blatter, attuale numero uno del calcio mondiale. Il problema, sempre lo stesso: la limitata autonomia della Wada, che da una parte accelera e dall'altra frena sul pedale del rinnovamento. Ieri era il ciclismo, oggi (forse) l'atletica. Avanti il prossimo.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Doping: assolti gli staffettisti azzurri della 4x100

La rabbia di Simone Collio, argento con i compagni agli Europei di Barcellona: "La nostra carriera è stata rovinata, chi ripaga il danno alla mia immagine?"

Doping: il report auto-denuncia del ciclismo

Il dossier della Commissione voluta dalla stessa Unione internazionale fotografa il diffuso ricorso a sostanze illecite. Non solo tra i professionisti

Commenti