La dieta del pokerista perfetto

Max pescatori ci spiega l'importanza dell'alòimentazione prima e durante una gara di poker e ci dà i suoi consigli: "Viva la pasta, abbasso l'alcol!"

Il due volte campione del Mondo, Max Pescatori

Feuerbach affermava che “noi siamo quello che mangiamo”. Tutti gli sport hanno bisogno di una dieta particolare, l’organismo degli atleti deve essere alimentato in maniera diversa a seconda del tipo di sforzo che deve eseguire. Immaginiamo un giocatore di poker: è un atleta a tutti gli effetti e, date le ore di impegno profuse nel gioco, potrebbe essere paragonato a un maratoneta o a un ciclista. Entrambi sono atleti di sport di lunga durata, dove la vittoria si costruisce passo dopo passo. Ci sono momenti nella gara in cui bisogna rallentare e macinare chilometri a testa bassa cercando il proprio ritmo e altri dove bisogna dare la sferzata vincente sgomitando con gli avversari.
Sembrano quasi le dinamiche di un torneo di poker. Su centinaia di mani distribuite dal dealer, solo una piccola percentuale sono giocabili. Il professionista del poker deve essere bravo a sfruttare tutte le occasioni possibili, tenendo la soglia di attenzione sempre alta e approfittare dei cali di tensione e degli errori degli avversari. Del resto, una partita a Texas Hold’em, sia online che live, può durare parecchie ore. Nei tornei internazionali si può arrivare a giocare più di 12 ore di fila e per 4 o più giorni consecutivi. La pausa cena esiste, ma cosa mangiare?
A qualche settimana dal secondo appuntamento con le PokerClub Live Series, il torneo di Texas Hold’em che si terrà dal 30 maggio al 3 giugno al Casinò de la Vallée di Saint Vincent, Max Pescatori, l’unico italiano ad aver vinto ben due mondiali di poker sportivo, dispensa qualche consiglio sull’alimentazione corretta, per mantenere l’attenzione piuttosto alta e i nervi ben saldi.
I trucchi per diventare un bolide del tavolo verde? Viva i carboidrati, conferma il pirata italiano (come viene soprannominato negli States). Spazio a pasta, pane, biscotti e frutta, ma attenzione ai condimenti: no a sughi elaborati, meglio una pasta al pomodoro che le tagliatelle alla boscaiola. No alle creme nelle torte o nei cornetti: se proprio non ci si vuole privare del cornetto al mattino, è preferibile optare per quello vuoto o al massimo con la marmellata. Quando ci si trova di fronte a un mega buffet va selezionata attentamente la fonte energetica ideale. Basta ricordare una semplice regola: “più fa briciole più è sano”. Tante briciole infatti indicano una ridotta presenza di grassi, che non fanno altro che rallentare la digestione, inficiare le capacità di calcolo e di analisi e provocare quel senso di sonnolenza che può essere letale ad un tavolo da poker.
Si alle proteine, ma senza esagerare. Se i carboidrati sono la benzina del corpo, le proteine sono i mattoni che lo compongono. “Dobbiamo giocare a poker e non competere per Mr. Olimpia: basta alzarsi da tavola con l’idea di aver fatto un pasto completo. Va preferito il pesce alla carne, la carne bianca alla carne rossa, salumi e insaccati con moderazione. Si ai formaggi, ma meglio se magri (la ”regola delle briciole” vale anche in questo caso: meglio un pezzo di parmigiano che uno di brie). Vitamine a go go! Consigliate quindi scorpacciate di frutta e verdura, per riempire l’organismo di vitamine e antiossidanti, utili alle capacità analitiche e di calcolo, fondamentali anche a contrastare gli effetti ossidanti di fumo ed alcool (in certe situazioni è veramente difficile rinunciare alla pausa sigaretta).
No all’alcool, abbassa il livello di attenzione, rende più spavaldi e meno diffidenti (con un aumento dei classici e rischiosissimi bluff). “Quando gioco a livello agonistico, se bevo anche solo una birretta, dopo poco tempo mi sento assonnato. Durante i tornei, nelle brevi pause pranzo, bevo una Coca Cola, mi aiuta a rimanere concentrato. Quando ne ho proprio voglia, mi concedo un bicchierino di fine giornata, come premio per aver giocato il mio miglior poker, oppure come consolazione per un brutto colpo di sfortuna”.
Un’altra difficilissima decisione riguarda le porzioni. Quanta pasta mangiare? Quante fette di prosciutto prendere? “Di fronte a tante leccornie, ricordo sempre a me stesso di essere al casinò per giocare a poker, non per mangiare. Deve stare tutto in un unico piatto, non sono concessi bis. Di solito divido il mio piatto così: per metà pasta, un quarto è occupato dalle proteine, l’altro quarto dalle verdure. Alle World Series Of Poker ho addirittura un rito particolare, quasi scaramantico. Pranzo con un caffe-latte medio con ghiaccio da Starbucks e uno "scone" ai mirtilli, secondo me uno dei cibi migliori al mondo. Se mi troverete all'inizio di un torneo delle WSOP e non ho questi due alimenti, avrete più possibilità di eliminarmi perché non sarò sereno come dovrei”.
Dopo una pausa, che sia a pranzo o a cena, è importante riservare l’ultimo quarto d’ora a una sana passeggiata, meglio se all’aria aperta: contribuirà ad una migliore digestione e permetterà di ossigenare un po’ il cervello prima del ritorno al tavolo. E per festeggiare una vittoria a Las Vegas, ecco cosa suggerisce Max Pescatori, The Italian Pirate: “ci si potrebbe rifare e recuperare le energie concedendosi il famoso FleurBurger5000. Un hamburger di kobe, ripieno di paté di foie gras, servito in una brioche al tartufo, accompagnato da una bottiglia di Château Petrus del ’90, per un totalone di ben 5000$. Nonostante la cifra piuttosto consistente, conto di mangiarlo dopo il terzo braccialetto che spero di vincere il prossimo giugno”.

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