Da Monaco a Boston, quando il terrorismo uccide lo sport

Alle Olimpiadi del '72 l'attacco costò 17 vittime. Nel 2010 105 morti in Pakistan durante una partita di pallavolo - #prayforboston L'affetto di Twitter - Le foto dell'attentato - Il video del Boston Globe - I dubbi degli inquirenti

La zona della maratona di Boston transennata (Getty Images)

Matteo Politanò

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L'assurda violenza e vigliaccheria del terrorismo fa ancora più male quando gli attacchi vengono portati al cuore dello sport. Il dramma della maratona di Boston riporta alla memoria immagini che nessuno avrebbe mai più voluto vedere e che in pochi riescono anche solo a immaginare. La nuova forma di guerra di quest'ultimo ventennio ha sempre come prime vittime civili inermi. Anche a Boston a farne le spese sono loro, come i tanti i bambini coinvolti nell'esplosione alla maratona tra cui anche una delle tre vittime finora accertate: una bambina di otto anni che aspettava il padre al traguardo.

Immagini che riportano alla memoria il lontano 1972 con l'attentato di Monaco, primo attacco terroristico portato al mondo dello sport. Un commando dell'organizzazione palestinese "Settembre nero" irrompe nel villaggio olimpico e sequestra undici atleti israeliani. 2 vengono uccisi subito e dopo 21 ore di trattative si arriva ad uno scontro a fuoco in aeroporto dove perdono la vita tutti gli ostaggi, un poliziotto tedesco e cinque terroristi. Il totale delle vittime è di 17, una giornata che rimane nella storia come il "massacro di Monaco".

Dal 1972 si arriva poi ad Atlanta 1996 quando durante le Olimpiadi una bomba esplode all'interno del Centennial Olympic Park dopo la mezzanotte. Al momento dell'esplosione l'area era già stata evacuata ma 2 persone perdono la vita e oltre 100 sono i feriti. Per l'attacco viene arrestato e condannato Erik Rudolph, attivista del movimento Christian Identity che ammise di aver ideato l'attentato per supportare la campagna della sua organizzazione contro l'aborto e l'omosessualità.

Il 1° maggio 2002, giorno del clasico di Spagna tra Real Madrid e Barcellona, esplodono a Madrid due autobombe vicino allo stadio Santiago Bernabeu: nessuna vittima ma i feriti sono circa una ventina. Poco prima delle due esplosioni una telefonata aveva avvisato le forze dell'ordine rivendicando l'attentato a firma dell'ETA, l'organizzazione indipendentista basca. Avrebbe potuto essere una strage: a solo pochi centinaia di metri da uno degli ordigni era infatti in arrivo un folto gruppo di tifosi.

Uno degli attacchi più sanguinosi al mondo dello sport è invece quello accaduto nel 2008 ad una maratona organizzata per il capodanno singalese. A Weliveriya, 20 chilometri dalla capitale Colombo, un militante delle Tigri Tamil si fa esplodere in mezzo ai portecipanti: 15 morti tra cui il ministro dei trasporti dello Sri Lanka Jeyarai Fernandopulle, oltre 100 feriti.

Dramma simile a quello del primo gennaio 2010 a Shah Hasan Khel in Pakistan quando un kamikaze si lancia tra la folla durante una partita di pallavolo. Il conteggio delle vittime è da brivido: 105 morti e più di 200 feriti. Lo scoppio fu così violento da distruggere un edificio vicino al campo di gioco.

La violenza ha traumatizzato non poco anche il mondo del calcio quando nel 2010, durante la coppa d'Africa, la nazionale del Togo viene fermata in pullman da un gruppo di separatisti. Muoiono 3 persone tra cui un assistente del ct togolese. L'attacco portò Emmanuel Adebayor, attaccante attualmente al Tottenham, a dare l'addio alla sua nazionale: "Dopo i tragici eventi in coppa d'Africa, nei quali due miei connazionali sono stati uccisi dai terroristi in Angola ho preso la difficile decisione di lasciare la nazionale" raccontò.

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