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Perché i Cleveland Indians non useranno più il loro logo

Chief Wahoo, il faccione sorridente simbolo della squadra di baseball, è ritenuto offensivo e razzista verso i nativi indiani. Ecco cosa è successo

Cleveland Indians

Redazione

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Da anni il logo Chief Wahoo della squadra di baseball americana dei Cleveland Indians è contestato. Raffigurante la caricatura del viso di un nativo americano, è accusato di razzismo. E ora arriva la decisione, dopo un lungo dibattito tra la Major League Baseball e il team dell'Ohio: dal 2019 i Cleveland Indians non useranno più il logo sulle loro divise. 

I tifosi della squadra però potranno ancora comprare il merchandise con Chief Wahoo e indossarlo durante le partite, comportandosi come se fosse ancora una parte importante del marchio del team.

Perché il Chief Wahoo è considerato offensivo

Il logo col Capo Wahoo è una caricatura, stile cartone animato, di una faccia stereotipata di un nativo indiano, di un pellerossa. Raffigura un capo indiano col naso grosso e il sorriso spalancato in dentoni bianchi. È utilizzato dal 1947.

Ha suscicato critiche presso i nativi americani, gruppi religiosi e sociologi che l'hanno ritenuto offensivo verso gli indiani d'America. I Cleveland Indians hanno preso in considerazione la sostituzione del logo nel 1994, quando per disputare i loro match si sono trasferiti dal Cleveland Municipal Stadium al campo Jacobs Field (poi ribattezzato Progressive Field), ma alla fine l'hanno mantenuto. 

Nel 2013, Wahoo è stato sostituito come logo principale del team, che ha introdotto un logo a forma di "C" su alcuni vestiti di gioco. Capo Wahoo è stato rimosso anche all'interno e nelle adiacenze del Progressive Field, il campo ufficiale della squadra.

A Cleveland le proteste dei nativi americani durano da tempo: prima dell'inizio delle partite ci sono contestazioni fuori dallo stadio. Sotto accusa non solo il logo, ma anche il nome della squadra, entrambi ritenuti offensivi della loro razza.

Il nome dei Cleveland Indians

Il nome della squadra, Cleveland Indians, deriverebbe da Louis Sockalexis, appartenente ai nativi indiani Penobscot nel Maine, che ha giocato per diverse squadre di Cleveland nella Lega Nazionale dal 1897 al 1899. Al momento non è previsto alcun cambio di nome per la squadra dei Cleveland Indians.

Sempre nell'ottica del politically correct, negli Stati Uniti diverse università hanno smesso di usare nomi legati agli indiani dopo le proteste dei nativi. È il caso ad esempio della St. John's Redmen, che ora si chiama St. John's Red Storm: Redmen faceva riferimento alle uniformi rosse indossate dalle sue squadre nelle competizioni, ed era interpretato come riferimento dei nativi americani negli anni '60. 

Altri team, invece, come la squadra di football americano Washington Redskins della National Football League, hanno resistito alle pressioni e mantenuto il loro nome.

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