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Alla scoperta di Fabio Aru, il leader della Vuelta che arriva dalla Sardegna

Storia di un talento esploso in pochi anni. Dalla provincia isolana (primo sardo in maglia rosa) alla vetta (provvisoria) nella classica spagnola

 

Classe 1990. Nato a Santu ‘Engiu (come da pronuncia sarda), meglio conosciuto come San Gavino Morreale, piccolo comune di 8000 anime nella provincia del medio Campidano, tra Villacidro e Sanluri. Sardo doc, primo nella storia dell'isola a vestire una maglia rosa al Giro D'Italia. Fabio Aru è il protagonista della Vuelta 2015, la corsa spagnola che dopo 15 tappe lo vede ancora al comando. Il ritiro di Chris Froome, candidato numero uno alla vittoria, non fa che aumentare le sue chanches di restare con la maglia rossa del leader fino alla fine. Una meravigliosa storia di sport che inizia sul finire degli anni '90...

"Ad ogni mia gara spunta una bandiera della Sardegna. Trovo sardi ovunque e tutti mi incoraggiano"


Aru è cresciuto a Villacidro, la città della sua famiglia. Inizia a giocare a calcio, poi a tennis. Niente da fare, il feeling sboccia solo con la bicicletta. Il papà Alessandro lo portava nelle montagne intorno a casa per allenarsi: prima un gioco, poi una passione da valorizzare. I genitori lo sostengono e al liceo i risparmi sono abbastanza per comprare una bicicletta da gara e a iscriversi per la prima volta in una squadra,  la società Villacidrese ASD Piscina Irgas 3C.

A quindici anni Fabio decide di provare con la mountan bike, poi passa al ciclocross dispuntando i campionati nazionali. L'isola è però troppo piccola per inseguire un sogno così grande e Aru decide di trasferirsi sulla terraferma, a Bergamo, per continuare a lavorare sulla bicicletta. Lotta e si allena, la voglia di diventare professionista è tanta. Dimostra da subito talento da vendere nelle gare under 23 e nel 2012 fa il suo debutto da professionista in Colorado, negli Usa, per la USA Pro Cycling Challenge. Il sostegno della famiglia non manca mai e al loro si aggiunge anche quello di Valentina, la fidanzata che lo segue in tutte le corse.

"Lei e la mia famiglia sono importantissimi per me, perché capiscono le mie esigenze e mi aiutano sempre"

Il circuito inizia a parlare di lui con insistenza e dopo aver vinto la classifica dei giovani nel giro del giro del Trentino, nel 2014 fa il suo esordio al giro d'Italia come gregario di Michele Scarponi. Dopo il ritiro di quest'ultimio diventa capitano dell'Astana e sorprende tutti vincendo la sua prima tappa nel Giro. Il primo successo della carriera parla però spagnolo, a Pamplona nella Vuelta 2014, la classica in cui conclude quarto sorprendendo tutti. Quest'anno la decisione di rinunciare al tour per concentrarsi proprio sulla Vuelta, scelta che dopo 15 tappe lo sta ripagando con la maglia rossa di leader. Riuscirà a relizzare il suo sogno? 

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