Ciclismo e doping: squalificato Ballan, si allunga la lista nera

Anche il campione del mondo 2008 fermato per manipolazione del sangue. E il suo nome si aggiunge a un già corposo elenco di italiani

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Matteo Politanò

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Nuovo scandalo nel mondo del ciclismo italiano. Alessandro Ballan, ciclista veneto della BMC e campione del mondo 2008, è stato squalificato per 2 anni dal Tribunale Nazionale Antidoping del Coni. L'accusa è quella di aver violato l'articolo 2.2 del codice Wada, uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito. L'inchiesta, partita dalla procura di Mantova, ha portato anche alla squalifica di 4 anni per il medico Florenzo Bonazzi e all'inibizione del farmacista Guido Nigrelli. Doping ematico, nuova pagina oscura di uno sport che negli ultimi anni è stato sconvolto più volte da casi di illecito riguardanti corridori italiani. Ballan sarà squalificato fino al 16 gennaio 2016, data che rischia di mettere la parola fine alla sua carriera.

IL COMUNICATO DEL CONI - "La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha affermato la responsabilità dell’atleta Alessandro Ballan in ordine all’addebito ascrittogli ex art. 2.2 del Codice Mondiale Antidoping e gli ha inflitto 2 anni di squalifica, a decorrere dal 17 gennaio 2014 e con scadenza prevista il 16 gennaio 2016. Ha altresì condannato Ballan al pagamento delle spese del presente procedimento, quantificate in EURO 400,00, e al pagamento della sanzione economica pari a EURO 2.000,00. Ha disposto che il presente dispositivo sia comunicato all’interessato, all’UPA, alla WADA, all’UCI, alla FCI, alla Società di appartenenza all’epoca dei fatti e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Mantova".

A DICEMBRE LA RADIAZIONE DI DI LUCA - La notizia della squalifica di Ballan arriva un mese dopo quella della radiazione di Danilo Di Luca, risultato positivo all'Epo il 29 aprile 2013 e recidivo. Si è trattato del primo corridore squalificato a vita nella storia del ciclismo italiano. Di Luca era stato già sanzionato per la frequentazione del medico Carlo Santuccione per tre mesi e per la positività all'Epo Cera del 2009. All'epoca era stato fermato per 2 anni, poi ridotti a 15 mesi.

I CASI DOPING IN ITALIA - Nel 2006 Ivan Basso è stato estromesso dal Tour de France per lo scandalo legato all’Operacion Puerto. Un anno dopo ha ammesso di aver provato pratiche dopanti (autoemotrasfusione) e ha iniziato a collaborare con la procura antidoping del Coni. Nel giugno 2007 è stato squalificato per due anni dalla Federciclismo. Nel 2000, a carriera ormai conclusa, Giorgio Furlan è stato deferito per doping ematico dal Coni. Nel 2002 il vincitore del Giro d'Italia 2000 Stefano Garzelli è risultato non negativo ad un diuretico, il Probenecid, nel corso della classica Liegi-Bastogne-Liegi. E' stato squalificato per 11 mesi per responsabilità oggettiva. Durante il Giro d’Italia del 2007 Alessandro Petacchi viene trovato positivo al salbutamolo e viene messo fuori squadra. Nel luglio dello stesso anno viene però prosciolto da tutte le accuse per buona fede. Tre anni più tardi riceve un avviso di garanzia per l’utilizzo di sostanze dopanti. Il 28 aprile 2009 Davide Rebellin viene trovato positivo al Cera durante i Giochi olimpici di Pechino e la sua medaglia d’argento viene revocata. Nel luglio 2010 il Tas conferma la sentenza del Coni. Nel 2011 Riccardo Riccò viene fermato al Tour de France per una notifica di positività al Cera. La Saunier Duval, il team per il quale correva, licenzia sia lui sia il suo compagno di stanza Leonardo Piepoli. Riccò confessa le proprie responsabilità. Nel febbraio 2011 viene invece ricoverato in ospedale a causa di un malore, dovuto probabilmente ad un’emotrasfusione. Arrivato secondo al Giro 2011 Michele Scarponi viene coinvolto nell’Operacion Puerto e squalificato nel luglio 2007 per 18 mesi dalla Commissione disciplinare della Federciclismo per violazione dell’articolo 2.2 del codice Wada.

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