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Ciclismo: Adriano Malori torna a correre e racconta il suo terribile incidente

Lo scorso 22 gennaio era caduto in Argentina picchiando la testa sull'asfalto. Dopo otto mesi la fine dell'incubo, la gara del rientro il 9 settembre

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Matteo Politanò

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Il ciclismo italiano sorride per la storia a lieto fine di Adriano malori, il ciclista vicecampione del mondo 2015 a Richmond che lo scorso anno rimase coinvolto in un terribile incidente durante la quinta tappa del Tour de San Luis in Argentina. Otto mesi di stop a causa di un trauma alla testa per il quale i medici lo avevano indotto in coma farmacologico.

 

Adriano Malori ha rischiato di rimanere paralizzato ma dopo una dura lotta è tornato a correre e si prepara al rientro tra i professionisti, il 9 settembre in Canada. "Ricordo che ero in testa al gruppo, nel Tour di San Luis, e stavo parlando con Vincenzo Nibali per attaccare; quando mi sono risvegliato ero in un letto d'ospedale e non riuscivo a muovermi - ha raccontato in una conferenza stampa convocata a Salsomaggiore per annunciare il suo ritorno - Mi hanno detto subito: 'il tuo cervello si è sconnesso dalla parte destra del tuo corpo. Con tanto lavoro e un po' di fortuna potrai tornare una persona normale".

Inizia così un percorso di riabilitazione lungo e faticoso per tornare sulla bici. "Mi sono trovato a dover dipendere dagli altri per mangiare e per andare in bagno. Con la forza e la determinazione, ma soprattutto con l'aiuto di una fantastica squadra di medici e di specialisti, a fine marzo, ho iniziato i rulli. Dopo una lunga riabilitazione ho cominciato a sperare. L'obiettivo iniziale era quello di tornare a essere una persona normale, capace di bere con la mano destra e di tagliarsi la bistecca. Il 28 aprile abbiamo fatto una prova in bici, nel magazzino della squadra, e lì ho cominciato a sperare di tornare a correre".

Malori ha vinto la sua battaglia e dopo essersi sposato con la sua Elisa adesso realizzerà anche il sogno di tornare in sella. "Il 10 agosto mi hanno dato il permesso per tornare in bici. Riparto dal Canada, il 9 settembre. Ringrazio tutti e voglio spiegare alla gente che soffre una cosa: esiste sempre una speranza. Non so se potrò tornare l'Adriano Malori di prima. Se mi manchera' il 10 per cento di gambe, ci arriverò con la testa. Di certo, alla partenza del Gp de Quebec et Montreal, una lacrima di sicuro mi scorrerà, ma sarà bello ritrovare l'affetto dei compagni"

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