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Chamonix, muore un base jumper russo: è la 35a vittima del 2016

Ratmir Nagimyanov si è schiantato contro una casa dopo essersi lanciato dai 3.800 metri dell’Aiguille du Midi

Ratmir-Nagimyanov

Matteo Politanò

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Continua l'anno nero del base jumping, lo sport estremo dove ci si lancia nel vuoto indossando solo una tuta alare e cercando di sfruttare le correnti d'aria montane fino a valle. Il 3 ottobre a Chamonix si è registrata la 35a vittima del 2016: il russo Ratmir Nagimyanov, che intorno a mezzogiorno ha perso la vita schiantandosi contro una casa dopo un lancio dall’Aiguille du Midi, a quota 3.800 metri. 

 
Base jumping, sport estremo che piace ai giovani ma fa tanti morti - Foto e Video

Lo scorso agosto era scomparso il base jumper meranese Armin Schmieder, schiantatosi in diretta Facebook dopo un volo che era iniziato dalla cima dell’Alpschelehubel, nel cantone svizzero di Berna, non lontano da dove pochi giorni prima era morto un altro lanciatore italiano, Uli Emanuele. A Chamonix era scomparso sempre ad agosto anche l'italo norvegese Alexander Polli, figura nota nel mondo degli sport estremi che non è riuscito ad evitare l'impatto mortale con un albero. 

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La morte di Ratmir Nagimyanov è però il primo caso che riguarda un centro abitato. L'impatto con la casa avrebbe anche potuto coinvolgere altre persone, pericolo che ha destato la preoccupazione del vice sindaco di Chamonix Jean-Louis Verdier: "Poteva colpire anche persone e automobili". Morte e pericoli per gli altri, il base jumping va vietato? A dir la verità lo sport è stato regolamentato nel 2013 con vincoli chiari: durante il periodo estivo i lanci dalle 10 alle 15 sono vietati, per questo motivo sulla morte del russo Nagimyanov è stata aperta un'inchiesta dalla polizia francese. 

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