Bonifacenti: "La Pellegrini è il nuoto vivente"

L'ex tecnico della campionessa veneta spiega le ragioni della medaglia d'argento di Federica nei 200 sl, un'impresa incredibile - tutti i successi di Federica, Foto -

La Pellegrini mostra il tratto nero sul braccio in memoria delle vittime di Pozzuoli (Credits: FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Dario Pelizzari

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"Il gioco continua". La campionessa di Mirano ci ha preso gusto. Ieri ha tirato fuori gli artigli nella semifinale dei 200 stile libero e ha messo in riga tutte le rivali con un tempo (1'55"78) che vale molto più di tante parole. Federica Pellegrini c'è e si vede. Anche nella specialità che non avrebbe dovuto vederla in vasca per via di scelte più o meno note. Ma è la "sua" gara ed ha difeso con tutta se stessa il suo titolo chiudendo seconda, dietro l'americana Franklin, con un argento incredibile ed un tempo, di pochi centesimi sopra l'1'55" che è il suo record personale con il costume tradizionale. Una vera e propria impresa sportiva cui chiediamo spiegazioni a Federico Bonifacenti, il tecnico federale che la seguì per alcuni mesi nel 2011. 

Bonifacenti, la Pellegrini è in finale. Lei ci credeva?

"Certo che sì. La Pellegrini è il nuoto vivente, un animale acquatico, un pesce. Ripeto, è il nuoto vivente. Sapevo che poteva farcela". 

Come spiegare la prestazione della campionessa veneta? E' da mesi che non si allena per i 200 sl, eppure in semifinale ha messo in fila tutte le avversarie con un tempo da brividi.

"I 200 li sa a memoria. Il tempo che ha fatto arriva dalla grande esperienza che ha maturato negli anni e certo, anche dagli allenamenti che ha sempre sostenuto per questa specialità. Insomma, la sua prestazione di ieri non mi ha sorpreso più di tanto, ecco". 

Eppure, non sono in pochi a pensare che la Pellegrini abbia preso per il naso un po' tutti. Insomma, possibile che abbia fatto un risultato da prima pagina senza essersi preparata adeguatamente?

"Be', l'anno scorso ha detto di essersi allenata per mesi, ma alle Olimpiadi non è andata benissimo. Cosa dire, è fortissima. E ieri non aveva responsabilità particolari. E questo le ha fatto sicuramente bene. Certo, non può contare di fare sempre così, però ieri ha funzionato".

Federica confidava sul fatto che la sua partecipazione alle batterie dei 200 sl rimanesse un segreto fino all'ultimo, ma la notizia è arrivata subito ai giornali. E pare che lei non l'abbia presa molto bene.

"A mio parere, voleva che nessuno sapesse niente fino alla gara proprio perché non voleva sentire l'ansia della prova. Così, se stasera andrà bene, tutti felici, lei compresa ovviamente. Se andrà male, potrà dire che non era pronta per vincere". 

Il nuoto italiano torna da Barcellona con le ossa rotte. Possibile che spetti sempre a lei, alla Pellegrini, il compito di nascondere i tanti guai del nostro movimento?

"Sì, per ora è così. E' un dato di fatto. I Mondiali di Barcellona non sono ancora finiti, ma sembra che le cose non possano migliorare più di tanto. L'anno scorso, alle Olimpiadi, è capitata più o meno la stessa cosa. E' mancata lei ed è mancato il nuoto italiano. Come me lo spiego? Semplice, Pellegrini a parte, non stanno emergendo nuovi fenomeni. Per carità, ci sono stati e ci sono tuttora bravi atleti, ma arrivano a fare grandi risultati quando non hanno niente da perdere. Poi, alla prova del nove, quando devono rispondere alle attese e alle responsabilità, falliscono gli obiettivi. Prima o poi si dovrebbe provare a risolvere il problema. Non si può aspettare che arrivi un nuovo fuoriclasse. Questa tendenza, va detto, riguarda un po' tutto lo sport italiano". 

Nel pomeriggio, la gara che vale un posto sul podio. Cosa ci possiamo aspettare dalla campionessa veneta? Sarà medaglia?

"Calma, bisogna vedere come andranno le altre. In semifinale, la Franklin ha fatto una prestazione che probabilmente non rispecchia il suo reale valore. Aveva appena fatto la finale dei 100 dorso, peraltro vincendola. Credo possa fare meglio. E la Muffat ha denunciato i limiti che la condizionano da tempo. Però anche lei ha i numeri per fare bene. E poi ci sono le outsider, ragazzine di quindici-sedici anni che sono pronte a sorprendere. Il quadro è piuttosto complesso, ma sì, la Pellegrini può vincere una medaglia. Con il tempo che ha fatto ieri, prendeva il bronzo a Londra 2012. Come dire, le Pellegrini è questo e molto altro". 

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