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Basket: Milano nelle mani di Hackett

Mentre viene sconfitta nel derby da Cantù, l'EA7 firma il giocatore: 2 milioni fino al 2016 per guidare la squadra al titolo come già fatto con Siena

Dopo tre anni alla University of Southern California, un Campionato con Treviso, due con Pesaro e un altro con Siena, Daniel Hackett approda ora a MIlano. – Credits: Getty Images.

Curiosamente, l'annuncio ufficiale non è stato dato dal club ma dal suo agente Mario Scotti, che ha pubblicato in twitter la firma del contratto: fatto sta che Daniel Hackett – come preannunciato da giorni – è ora a tutti gli effetti un giocatore dell'EA7 Emporio Armani Milano e debutterà con ogni probabilità già il 26 dicembre nel match interno contro Cremona.
Prima di firmarlo, lo stesso Hackett l'ha definito il contratto della vita: circa 2 milioni di euro (premi inclusi) fino a giugno 2016, con la possibilità di un'escape in chiave Nba dall'estate 2015 per quello che potrebbe essere un altro contratto della vita per il ventiseienne (ha compiuto gli anni proprio lo scorso 19 dicembre) cestisticamente cresciuto negli States tra l'high-school St. John Bosco di Bellflower e la University of Southern California.
In attesa di vedere per quanto tempo Hackett rimarrà in maglia Olimpia, è assolutamente chiaro quello che il club di Giorgio Armani si aspetta da lui: prendere per mano la squadra e condurla a quello scudetto che manca in bacheca dal lontano 1996, ancora meglio se vincendo pure le Final Eight di Coppa Italia in programma proprio al Forum di Milano dal 7 al 9 febbraio prossimo, restituendo così ai biancorossi quell'immagine vincente che hanno smarrito negli ultimi lustri.
Troppa pressione per un uomo solo? Non nel caso di Hackett, che la scorsa stagione - arrivato da due eccellenti campionati nel club della nativa Pesaro - ha già dimostrato con la Montepaschi Siena di avere tutta la leadership per dare ordine ai giochi e trascinare i compagni a traguardi importanti. Con la certezza che Luca Banchi, passato a sua volta dalla panchina di Siena a quella di Milano, gli affiderà il ruolo senza alcuna esitazione: "Abbiamo bisogno di lavorare su concetti basici di squadra come l'importanza di giocare insieme, di passarsi la palla, di distribuire gioco in attacco e di lavorare insieme in difesa", ha dichiarato l'allenatore milanese a chi gli chiedeva cosa si attendesse dal nuovo arrivo subito dopo la sconfitta contro Cantù nel posticipo dell'11a giornata. 
Tutte cose, quelle elencate da Banchi, che Hackett ha imparato a fare benissimo con lo stesso allenatore a Siena e dalle quali l'Olimpia pare però ancora assai lontana, come ha dimostrato il derby in terra brianzola: quattro soli giocatori a punti (Gentile 28, Langford 21, Lawal 14, Jerrels 9) su dieci ruotati sul parquet e diverse ingenuità difensive hanno infatti condannato l'EA7 contro un'avversaria che ha invece mandato a referto ben nove uomini (top-scorer Ragland con 17).
Il Campionato, con un calendario intenso durante tutte le festività, invita però solo a guardare avanti: ora tocca alla nuova Olimpia di Hackett, con l'incognita (sempre presente nei roster più ricchi) della convivenza di troppi galli nello stesso pollaio e con il problema che il pallone da mandare a canestro è sempre e soltanto uno. Come sempre accade nello sport, il campo dirà se la scommessa è stata vincente oppure no, mentre bookmaker e addetti ai lavori pensano che a questo punto solo l'Olimpia possa fallire l'obiettivo del 26° scudetto della sua storia dopo i 7 anni del regno di Siena, lasciata in lacrime da Hackett dopo la recente eliminazione all'ultimo secondo in Eurolega.

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