Basket, la favola di Brindisi in testa alla classifica

E' chiamata la "stella del sud", due anni fa era in Legadue. Ora è prima in solitaria. E la città sogna in grande

Una coreografia dei tifosi dell'Enel Basket Brindisi. – Credits: Michele Longo per Supporter's Magazine

Marino Petrelli

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Se qualcuno capita a Brindisi in questi giorni viene preso da un'euforia contagiosa. E' quella di una città che vive un sogno: il primato solitario in classifica nel massimo campionato italiano di pallacanestro. La matricola del basket, la “Stella del sud”, la squadra promossa in Lega A appena due stagioni fa, è la regina solitaria, almeno per una settimana. Per l'Enel basket Brindisi , sei vittorie in sette partite (ultime cinque consecutive) con un gruppo di giocatori completamente rinnovato rispetto alla passata stagione e profondamente consapevole della propria forza.

C'è Jerome Dyson, lo scorso anno miglior marcatore in Israele. C'è Snaer, il “rookie” uscito dall'Università di Florida e che, invitato ad un camp dei Brooklyn Nets, ha preferito accettare l'offerta di Brindisi. C'è James, lo scorso anno a Ferentino, in Legadue, e che viaggia a 16 punti di media. E poi Bulleri, 36 anni, due scudetti e tre coppa Italia vinti con Treviso, a fare da “chioccia” alla squadra. E Zerini, la scoperta di Brindisi come cambio di lusso dei lunghi, e Formenti che ha rinunciato ad altre offerte per rimanere in maglia bianco azzurra per il terzo anno consecutivo. E poi Ron Lewis, Folarin Campbell, Miro Todic, nomi che alla grande platea forse non dicono nulla, ma "pescati" da Alessandro Giuliani, il general manager che già due anni fa aveva costruito la squadra della vittoria in Legadue e che è considerato tra i migliori a livello nazionale nel ruolo di "scopritore di talenti".

C'è, soprattutto, un allenatore Piero Bucchi, che ha un'altissima percentuale di vittorie in serie A ed è alla sua terza stagione a Brindisi. Una coppa Italia e una Supercoppa vinta con Treviso, un'altra vinta a Napoli, due finali scudetto con Milano (perse entrambe contro una Siena inarrivabile) e promozioni dalla Legadue con Rimini, Napoli e Brindisi. Una vita nel basket, un uomo che fa progetti a lunga scadenza e che a Brindisi già qualcuno avrebbe voluto confermato a vita, anche se per il rinnovo ci sarà modo e tempo di discutere. Grande abnegazione al lavoro di gruppo, alla difesa e all'attenzione dei particolari, dagli allenamenti all'ultimo secondo delle partite. Brindisi può essere considerato il suo capolavoro perchè è partito dal basso, dandogli la sua impronta anno dopo anno fino al primato solitario conquistato domenica scorsa a Caserta al termine di una partita incredibile (e dopo aver vinto sette giorni prima a Varese su un campo notoriamente difficile per tutti).

UNA STRUTTURA SOCIETARIA SOLIDA ED EFFICACE

Fernando Marino, imprenditore locale nel settore automotive e da sempre appassionato di basket, è il presidente di una cordata di una decina di soci che tre anni fa ha ripreso la squadra appena retrocessa e ha ricostruito l'entusiasmo e un tessuto economico solido e duraturo. Dopo la salvezza, e una partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia, questo è l'anno della probabile consacrazione, anche se il presidente cerca di mantenere i piedi per terra. “E' la pagina più bella della nostra storia, ma vogliamo guardare avanti e costruire altri momenti importanti. Step by step, partita dopo partita – dice ai giornalisti brindisini al termine della sofferta, ma entusiasmante vittoria a Caserta che ha appena regalato il primato in solitaria -. Questo è un patrimonio da conservare a lungo, ma ora dopo la comprensibile euforia, torniamo a concentraci per la prossima partita. Arriva Cantù, seconda in classifica, e sapremo dopo questa sfida dove potremo arrivare”.

E poi ci sono i tifosi che vivono in simbiosi con la squadra. In casa dove il palazzo dello sport dedicato a Elio Pentassuglia, una delle figure più carismatiche della storia del basket locale, è sempre “sold out” con quasi tremila abbonati e i pochissimi biglietti rimasti in vendita polverizzati in poche ore. Oppure in trasferta dove non meno di 200, 250 tifosi accompagnano ogni volta la squadra. Restano memorabili gli oltre mille per una trasferta a Rimini in Legadue, ma soprattutto i tremila che arrivarono a Roma alla prima giornata in serie A ad ottobre 2010. Quell'anno arrivò una retrocessione molto amara, ma da quelle ceneri è rinato tutto. Tre anni dopo Brindisi si ritrova ad essere la prima squadra in Italia.

In città non si parla di altro. I giornali locali dedicano pagine intere, la radio e la televisione ufficiale seguono costantemente le vicende dell'Enel, altre televisioni dedicano programmi su programmi, i siti internet pullulano di bacheche dei tifosi e commenti su questo e quel giocatore. C'è anche un mensile, 305 (che poi è l'altezza dal ferro del canestro a terra, nda) dedicato al basket a Brindisi ma non solo. E poi un giornale prodotto da uno dei gruppi storici dei tifosi della curva, Supporter's Magazine , che viene diffuso in occasione delle partite interne e che si è arricchito di un sito internet aggiornato da corrispondenti da tutti i campi della Lega A. E ci sono i Brindisini Erranti , il gruppo di tifosi che si occupa di organizzare le trasferte in ogni angolo d'Italia. Insomma, un panorama variegato ma sempre unito per questa squadra e per questa città. Che vive di “pane e basket” sin dagli anni '70 quando la Libertas ottenne la prima storica promozione in serie A. Gli anni '80 e '90 con alterne fortune, poi dal 2006 l'ascesa dalla B/2 alla serie A. In sette anni tre promozioni e ora il primo posto in classifica. “Il primo posto solitario in classifica non è frutto del caso ma, soprattutto negli ultimi tre anni, di attenta programmazione, di meticoloso lavoro e di certosino impegno da parte di dirigenti, tecnici e giocatori: il tutto per portare, così come è stato fatto, e tenere in alto il nome della nostra città – scrive ancora il presidente Marino in una lettera aperta alla città e ai tifosi -. Occorrerà lavorare ancora, lavorare tanto, lavorare sempre con determinazione e modestia. Intanto, ora siamo ancor più orgogliosi, davvero, di essere brindisini”.

Brindisi si gode il primo posto e sogna. Domenica prossima arriva sulle rive dell'Adriatico Cantù, che segue in classifica appena due punti sotto, una delle delle squadre che ha fatto la storia di questo sport. Se sarà vera gloria, si vedrà.

CITTA' EUROPEA DELLO SPORT 2014

Non solo basket nella città adriatica. O meglio non solo basket maschile. La Futura Basket Brindisi , squadra femminile neo promossa in serie A2, è seconda in classifica dopo sei giornate e punta in alto. Merito di un gruppo di soci, tra cui la famiglia Barretta, che hanno creduto nel progetto di una squadra di ragazze ad alto livello. E di un allenatore, Gigi Santini, anche qui come per il maschile, capace di compattare una squadra giovane ma competitiva. Capitana è Valentina Siccardi, per anni bandiera della pluriscudettata Cras Taranto, che ha deciso di tornare a casa e guidare il gruppo con la sua esperienza. Poi Marzia Tagliamento, 18 anni, gioiello nostrano, già convocata in varie selezioni delle nazionali under. E un gruppo solido e affiatato, in campo e fuori.

Di Flavia Pennetta, tennista nata a Brindisi, anche numero dieci al mondo e tornata alla ribalta dopo aver raggiunto la semifinale agli US Open lo scorso settembre, si è detto già molto. La brindisina ha appena contribuito in maniera decisiva alla vittoria in Fed Cup, la Coppa Davis al femminile, e ora si riposa in previsione di una nuova stagione da protagonista.

Da pochi giorni, infine, è ufficiale anche la notizia che Brindisi è stata nominata "Città europea dello sport 2014", prescelta con altre 14 per rappresentare lo sport in Europa. Questo titolo darà l’opportunità al territorio brindisino di incentivare le attività sportive attraverso la realizzazione di nuove strutture ed eventi. Brindisi ha la possibilità di presentare progetti finanziabili per alcuni milioni di euro. Forse è la volta buona per rilanciare l'idea del nuovo palasport. Lo chiede a gran voce una città intera. Che, per ora, si gode il momento magico. Secondi a nessuno, ancora per una settimana.

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