Giro - A Bari vince Bouhanni nella tappa con... il time out

Il ciclismo come basket e volley grazie all'australiano Durbridge: prima sorpresa di un Giro che domani in Puglia farà tornare in mente Contador

Il francese Nacer Bouhanni domina la volata a Bari. – Credits: Ansa.

Sergio Meda

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Nacer Bouhanni, il velocista francese, fora a due giri dal termine del circuito barese, recupera senza che i suoi coèquipier si dannino e vince a Bari la quarta tappa del Giro d'Italia in una volata molto sparpagliata, avvelenata dalla pioggia e dalle cadute che hanno smarrito gran parte dei protagonisti più attesi. Tra questi mancava il tedesco Marcel Kittel, febbricitante, che non è partito da Giovinazzo. L’estremo finale di tappa ha ricordato l’epilogo di Pinerolo nel 2007, quando le prime gocce di pioggia resero il vialone d’arrivo infrequentabile, con un cascatone collettivo a ridosso dei primi. Caddero tutti coloro che frenavano per non tamponare i primi arrivati.

Stavolta di rischi ce n’erano meno, in apparenza, visto che gli abbuoni all’arrivo erano stati tolti e la neutralizzazione del tempo alla fine del penultimo giro spegneva gli slanci di molti. L’uomo del giorno è comunque Luke Durbridge, ventitreenne australiano che a meno di 50 km dal termine, ben inquadrato dalle telecamere, ha chiamato il "time out" che finalmente apparenta il ciclismo a basket e volley: un unicum per parlamentare con gli organizzatori rigiuardo la pericolosità dell'asfalto, reso insidioso dalla prima pioggia. Si tratta di capire se è un vero capopopolo oppure doveva farsi capire dai non italiani del gruppo, che sono larga maggioranza.

Il Giro affronta domani la quinta tappa, da Taranto a Viggiano per 203 km, con arrivo su un strappo non troppo impegnativo. Parlare di arrivo in salita è per spiriti semplici, diciamo un arrivo in pendenza che consentirà distacchi minimi, misurabili in pochi secondi, con i protagonisti più attesi, "Purito" Rodriguez, oltre a Rigoberto Uran e Quintana, che si punzecchieranno. Niente di più, sulla carta. 

Stesso giorno, il 14 maggio, e caratteristiche similari, oltre alla lunghezza di tappa (allora come ora 203 chilometri), nel 2008 quando a Contursi Terme si affermò il russo Pavel Brutt, capace di isolarsi nell’ultimo chilometro rispetto a quattro compagni di avventura usciti dal gruppo al km 20. Quel Giro lo vinse Alberto Contador, che pareva a tutti gli effetti un turista, almeno all’inizio. Chiamato a correre mentre si trovava in vacanza in Spagna, costretto a rivedere i suoi programmi, lo spagnolo migliorò giorno dopo giorno, senza mai dare zampate. Fu un Giro di non poche polemiche, causa i continui e lunghi trasferimenti, tanto che le rimostranze di corridori e direttori sportivi portarono alla riduzione del chilometraggio nella Potenza-Peschici: dai 265 previsti si passò a 232, un taglio netto, semplice da stabilire: niente circuito conclusivo sul Gargano. E niente riprese televisive cui l’ente turismo di Puglia teneva in modo particolare.

L'ordine d'arrivo della quarta tappa da Giovinazzo a Bari, di 112 chilometri: 1. Nacer Bouhanni (Fra) in 2 h 22' e 06'' 2. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t. 3. Tom Veelers (Ola) s.t. 4. Roberto Ferrari (Ita) s.t. 5. Elia Viviani (Ita) s.t. 6. Matteo Montaguti (Ita) s.t. 7. Kenny De Haes (Bel) s.t. 8. Luka Mezgec (Slo) s.t. 9. Bert De Backer (Bel) s.t. 10. Francesco Chicchi (Ita) s.t.

Clicca qui per la classifica generale che vede ancora in maglia rosa l'australiano Michael Matthews.

Sergio Meda, autore di questo articolo, è direttore del sito Sportivamentemag  (magazine on line che tutela lo sport e le sue regole) ed è stato la figura di riferimento dell'Ufficio stampa del Giro d'Italia dal 1995 al 2009.

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