Il dominio di Serena Williams è finito. Dopo 186 settimane in cima al mondo del tennis femminile, la statunitense ha dovuto lasciare la corona di regina ad Angelique Kerber, tedesca di 28 anni che sta vivendo un 2016 meraviglioso e che rappresenta il volto nuovo e pulito dello sport delle racchette. Bionda, occhi azzurri e un fisico normale (173 centimetri per 68 chili), Angelique rappresenta l'anti-Williams per eccellenza. Un modo diverso di intendere il tennis, più a misura d'uomo dopo il ciclo di Serena e delle sue bordate impossibili per tutte.

Proprio il successo contro la Williams nella finale degli Australian Open a Melbourne in inverno gli ha cambiato vita e carriera. Fin lì la tedesca era stata una grande tennista senza troppi acuti: 9 tornei Wta conquistati e 11 Itf. Dopo il primo Slam (seconda tedesca dopo Steffi Graff capace di arrampicarsi così in alto), la Kerber ha stappato la bottiglia di champagne del suo talento, ripetendosi con imprese straordinarie a Wimbledon e Us Open (finali) e conquistando un argento ai Giochi di Rio de Janeiro.

Tedesca con anima polacca

Angelique gioca per la bandiera tedesca, ma dentro si sente intimamente polacca. E' nata a Brema dai genitori Slawomir e Beata, immigrati stanziatisi in quella parte della Germania, vive a Puszczykowo nei dintorni di Poznan dove, da quanto risulta, torna appena può al pari dell'amica e rivale in campo Agnieska Radwanska, altra tennista polacca (anche di passaporto) che si sta facendo onore nel circuito mondiale.

La Kerber ha iniziato a giocare grazie al nonno quando era poco più di un'infante e ha scelto il tennis preferendolo al nuoto, altro sport in cui era partita raccogliendo consensi e qualche risultato giovanile. Merito anche del passato di mamma e papà, tennisti in gioventù.

Nella Top 10 dopo una semifinale a Roma

La strada per il successo è stata lunga e tortuosa. Il talento non è mai mancato ad Angelique, ma per il salto di qualità si è dovuto attendere il 2011 con la cavalcata agli Us Open conclusa con la sconfitta in semifinale dalla Stosur. Primo risultato di livello, ingresso tra le prime 40 del mondo e conferma delle capacità di crescita di una tennista che da lì in poi non si è più fermata.

La Top 10 è stata raggiunta nel 2012 con una semifinale a Roma e da quel momento è rimasta sempre nel giro delle migliori pur con qualche alto e basso fisiologico. Non sempre è stata continua, di sicuro non ha mai lasciato nulla al caso. Ha sempre lavorato duro sulla parte psicologica ed è nota per la forza che le permette di uscire anche da situazioni complicatissime. Un esempio: dopo il bruciante ko contro la Azarenka a New York nel 2015 si è regalata un gioiello diventato un portafortuna per i momenti più duri. Un anno dopo agli Us Open ha trovato il prima mondiale chiudendo la striscia da record della Williams.

© Riproduzione Riservata

Commenti