Addio a Fiorenzo Magni, 'Leone delle Fiandre'

Il ricordo di Riccardo Magrini, commentatore di Europsport: "Era pieno di vitalità, ha fatto tanto per il ciclismo"

Fiorenzo Magni (Ansa)

Matteo Politanò

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Il Leone delle Fiandre non c'è più. Fiorenzo Magni si è spento a 91 anni (ne avrebbe compiuti 92 il prossimo 7 dicembre) dopo aver scritto pagine importanti nella storia del ciclismo italiano. Vinse il primo giro d'Italia nel 1948 poi conquistò tre giri delle Fiandre consecutivi (dal '49 al '51), un primato che gli regalò il suo soprannome più famoso. Nel 1951 e nel 1955 vinse altri due Giri d'Italia e l'ultima maglia rosa conquistata a 35 anni lo rende tuttora il più anziano vincitore del Giro. Era presidente della Lega del Professionismo e della Fondazione del Museo del ciclismo di Ghisallo, oltre ad essere stato anche Commissario tecnico della nazionale italiana.

"E' una notizia che mi ha lasciato sorpreso e molto triste. E' una grande perdita per tutto il movimento del ciclismo italiano. Nonostante avesse quasi 92 anni Fiorenzo Magni era una persona ancora piena di vitalità - spiega Riccardo Magrini, commentatore di Eurosport - Proprio in occasione delle ultime Olimpiadi avevamo avuto la possibilità di girare uno spot proprio nel museo del ciclismo di Ghisallo. Anche in quell'occasione Fiorenzo aveva dimostrato di avere ancora tanto da dare e mi aveva rivelato di tenersi ancora in forma facendo almeno un massaggio alla settimana. E' successo tutto troppo in fretta, settimana scorsa era a Roma a presentare un libro e oggi non c'è più. E' una giornata molto triste per tutto lo sport".

Umile, dalla parte degli atleti e con idee capaci di precorrere i tempi. Fiorenzo Magni fu il "terzo uomo" dell'epoca d'oro di Fausto Coppi e Gino Bartali, colui che diede il via all'introduzione delle sponsorizzazioni nel ciclismo. "Aveva un grande occhio da imprenditore ma prima di tutto stava dalla parte dell'atleta. Anche in un periodo difficile per il ciclismo come quello recente era capace di mettersi allo stesso piano dei corridori dispensando consigli e umiltà. E' una figura che mancherà molto allo sport italiano e il mio pensiero va anche ad Alfredo Martini che in queste ore starà sicuramente soffrendo molto. Erano molto legati".

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