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Da O.J. Simpson a Hernandez: la lunga scia di omicidi nella NFL

Il giocatore dei New England Patriots condannato all'ergastolo al termine di una vicenda che ha fatto discutere gli States come negli anni Novanta

Hernandez trial

Matteo Politanò

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Innocente o colpevole? La giuria ha deciso: Aaron Hernandez, giocatore di football americano che recentemente aveva firmato un contratto da 40 milioni di dollari con i New England Patriots, è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Odin Lloyd, ex fidanzato della sorella della sua ragazza (e a sua volta ex linebacker dei Boston Bandits), ucciso con sei colpi di pistola nel 2013 a Boston.

Il caso ha fatto scalpore negli Usa ricordando da vicino quello di O.J. Simpson, famoso giocatore di football americano che negli anni '90 finì sotto processo per l'omicidio dell'ex moglie Nicole Brown, ritrovata massacrata con 12 coltellate insieme all'amico Ronald Goldman. Simpson venne assolto penalmente ma condannato civilmente a pagare oltre 30 milioni di dollari di danni. Un epilogo che in tanti attendevano anche per il giovane tight end, premiato lo scorso anno come uno dei migliori giocatori NFL. 

Attraverso le telecamere di sicurezza l'accusa ha dimostrato che Hernandez si trovava in prossimità della zona del delitto nelle ore dell'omicidio. Il caso ha coinvolto l'opinione pubblica americana e tenuto i tifosi con il fiato sospeso per una settimana intera, tanto ci è voluto per raggiungere l'unanimità della giuria che dopo 36 ore di consultazioni alla fine ha trovato l'accordo per il massimo della pena senza la possibilità di ottenere la libertà vigilata. 

 

Quello di Hernandez non è però che l'ultimo caso di cronaca ad aver sconvolto il mondo del football professionistico americano. Sconvolgente anche il caso di omicidio-suicidio che nel 2012 ha visto come protagonista Jovan Belcher, giovane linebacker dei Kansas City Chiefs: uccise a colpi di pistola la fidanzata di 22 anni, che da poco gli aveva dato una figlia, per poi spararsi alla testa nel parcheggio del campo di allenamento della sua squadra. Pochi mesi prima le manette erano scattate anche per Josh Brent, difensore dei Dallas Cowboys, in carcere dopo aver provocato un incidente stradale in cui è morto Jerry Brown jr, giocatore della squadra riserve di Dallas. 

Non finiscono anche i guai di Lawrence Phillips, eccezionale promessa per il mondo del football americano arrestato una prima volta nel ’95 per aver picchiato la fidanzata e una seconda volta nel 2005, con una pena di 31 anni, per aver aggredito la fidanzata e per aver investito tre ragazzi. Il suo compagno di cella è stato ritrovato privo di sensi ed è morto poco dopo. Su Phillips è stata aperta un'inchiesta con l'accusa di omicidio. Storie che fanno rabbrividire e che sommate offrono dati allarmanti sul campionato professionistico di football Usa dove su 1700 atleti il 2% è stato arrestato almeno una volta. 

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