Al via il Tour de France n.100

Partenza (inedita) dalla Corsica per la centesima edizione della Grande Boucle. Riccardo Magrini (Eurosport) ci svela i segreti: "Froome uomo da battere ma scelgo Contador. E attenti alla crono del quarto giorno..."

Chris Froome, corridore inglese del Team Sky, è il grande favorito per la vittoria del Tour de France 2013 (Credits: Afp)

Teobaldo Semoli

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Una partenza speciale, per una corsa più speciale delle altre. Sabato riparte per la centesima volta il Tour de France e lo fa dalla Corsica, da Porto Vecchio, dove la Grande Boucle non era mai arrivata e dove le cose saranno meno scontate di quello che si potrebbe pensare: “Per il Tour numero 100 ci voleva qualcosa di diverso – ci spiega Riccardo Magrini, voce del ciclismo di Eurosport che seguira l'intera corsa con dirette e speciali – il vento e le strade della Corsica sono incognite da non sottovalutare. Già dai primi giorni capiremo chi può finire o meno in maglia gialla sui Campi Elisi”.

Cosa ne pensa del percorso di quest’anno?

“E’ un tracciato ben distribuito, con una buona alternanza di tappe di montagna e di pianura che in sostanza eliminano la solita settimana di volate. Per carità gli sprint sono belli ma le fughe sono un’altra cosa…”.

Quali sono le insidie?

“Beh, al quarto giorno hanno messo la cronometro “a tradimento” …”.

Cosa vuol dire?

“Di solito i corridori a quel punto della corsa sono ancora in fase di rodaggio e la crono di Nizza potrebbe già fare ordine nella classifica generale di un Tour che, almeno sulla carta, mi aspetto più vario e più ricco di sorprese rispetto al solito”.

E per quanto riguarda le montagne?”

“Da questo punto di vista possiamo stare tranquilli, sarà il solito “Grande Ricciolo”. Dall’Alpe d’Huez sulle Alpi francesi fino ai Pirenei…”.

Chi saranno i protagonisti?

“Per gli scommettitori il favorito è Froome, seguito da Contador. Io però prendo il secondo. Senza dimenticare l’altro spagnolo, Rodriguez, che ha preparato molto bene questo Tour. Credo che la lotta sarà tra loro e per chi avrà il coraggio di attaccare la corazzata Sky".

Sono ancora loro la squadra da battere?

“Ovvio, ma ormai lo sappiamo tutti come corrono: tengono un corridore di punta e un altro nascosto. Quest’anno hanno portato Froome con Richie Porte tanto per non rischiare nulla. D’altronde potrebbe succedere di vedere l’inglese un pò in debito di ossigeno e di gambe visto quanto è andato forte già al Giro del Delfinato..:”.

Vuol dire che Froome rischia un flop come quello di Wiggins al Giro?

“Non credo. La questione di Wiggins è diversa. Ha fatto un 2012 incredibile e irripetibile con l’oro olimpico e il Tour de France…”.

Però l’inglese non potrà difendere il titolo. Senza Nibali, vincitore del Giro, non rischia di essere il Tour degli assenti?

“Mi ha sorpreso averlo sentito dire che forse non tornerà più al Giro ma la sua, come quella di Nibali, era un’assenza programmata. Il Wiggins in versione 2013 non avrebbe aggiunto nulla al Tour del centenario”.

A questo punto che speranze hanno gli italiani?

“Dobbiamo avere un pò di pazienza. Nel caso di Vincenzo le cose stanno andando esattamente come programmatto, tanto che secondo me porterà a casa anche la Vuelta per arrivare poi al Mondiale al massimo della forma. Con il Tour ci riproverà nei prossimi anni. Al momento dovremo “accontentarci”, speriamo, di qualche spunto in volata del giovane Moser”.

Chi sono i possibili outsider?

“Tejay van Garderen potrebbe andare forte. Ha l’appoggio della Bmc e Cadel Evans che gli farà da spalla. E poi, visto che è l’anno dei Colombiani, non dimentichiamoci di Quintana. Ci sarebbe anche l’incognita Valverde: "i suoi" mi hanno detto che o vince quest’anno o non vince più ma sulle salite ce ne sono troppi che vanno più forte di lui”.

Il numero uno per le volate è ancora Cavendish...

“Sì ma rispetto al Giro le volate di Cavendish saranno più dure vista la presenza di Sagan. Dallo slovacco mi aspetto che consolidi la sua classe. D’altronde ormai si sa che ho un debole per questo ragazzo cresciuto, tra l’altro, da una squadra italiana (la Cannondale Pro Cycling ndr)”.

Purtroppo il Tour comincia con un caso di doping, questa volta un po’ anomalo: l’ex corridore francese Laurent Jalabert avrebbe fatto uso di sostanze proibite durante la corsa del ’98. Una scoperta fatta grazie ad alcuni test retroattivi del 2004...

“Ecco, io non riesco a capire dove, come e perché ci sia l’interesse nel fare questo genere di controlli. A cosa serve? Vogliamo andare a controllare il sangue di tutti i campioni del passato? Non esiste…”.

Quindi come possiamo uscirne?

“Dobbiamo fare mea culpa di quello che è successo e poi mettiamo una pietra tombale sul passato. Ci teniamo i campioni, i risultati, le imprese e poi andiamo “avanti”. Avanti con regole precise e dure, tant’è che io sono per la radiazione immediata. Questi controlli, questo fango sul passato, non interessa più nemmeno a chi vuole male al ciclismo…”.

Tra le altre cose Jalabert, che lavorava per France Televisions e radio RTL, è stato costretto a dimettersi…

“Sta dicendo che noi commentatori dobbiamo stare attenti (sorride ndr)? Premesso che ai miei tempi non girava niente e quindi sono più che tranquillo, se fossi stato nei panni di Jalabert non mi sarei mai dimesso…”.

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