Allegri Juventus errori arbitrali
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Allegri Juventus errori arbitrali
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Lo stile (e la forza) di Allegri, allenatore che non regala alibi alla Juve

Che esempio: nessuna protesta dopo il rigore negato contro l'Atalanta così come dopo gli errori con Milan, Genoa e Fiorentina

La Juventus pareggia a Bergamo una partita che poteva essere decisiva nella corsa allo scudetto. Viene beffata nel finale da un'ottima Atalanta e recrimina su un rigore solare non concesso da Guida per fallo di mano di Toloi. Episodio determinante, che Allegri nel post gara declassifica in "ininfluente" per concentrarsi sugli errori dei suoi giocatori che hanno rimesso in corsa gli avversari.


Le parole di Allegri non devono sorprendere perché l'approccio del tecnico era stato identico anche in altri passaggi fondamentali di questa stagione. Ad esempio a Milano dopo la sconfitta contro il Milan (gol regolare inspiegabilmente annullato a Pjanic) oppure a Firenze dopo un ko con i viola dovuto anche alle sviste di Banti. E anche a Marassi (3-1) Mazzoleni non era stato perfetto nelle decisioni in area genoana.

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Tre indizi e mezzo fanno una prova. La prova dello stile di un allenatore che quasi mai indulge nel pianto post partita anche se nella sua carriera gli è capitato di incavolarsi come tutti quando ha subito dei torti. Inutile, dunque, mettersi a fare la caccia alle volte in cui anche Allegri ha parlato di gare falsate o di episodi. La maturazione di un tecnico passa anche dagli errori e quello di oggi è un Allegri cresciuto in ogni suo aspetto compreso quello della comunicazione.


Evitando di sottolineare l'errore di Guida (e Rizzoli) ha ottenuto un doppio risultato: svelenire il clima diventando esempio per tanti colleghi che si aggrappano alla moviola per spiegare un risultato deludente e non concedere alcun alibi alla squadra. Che contro l'Atalanta ha commesso una quantità di disattenzioni difensive pericolose alla vigilia della semifinale con il Monaco: guai a ripeterle contro Mbappè e soci.

Allegri ha in testa solo la Champions. La Juve, che raramente urla contro gli arbitri (anche se lo sfogo post-Bayern di un anno fa resta agli archivi) si sposa perfettamente con lo stile di Max: uomo giusto al posto giusto. Prendere nota e imparare. E notare che gli esempi positivi possono esserci solo da noi e non solo presi dal calcio estero dove di moviola si parla e si muore allo stesso modo che in Italia.

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