Allegri resta al Milan, la Roma si infuria

Baldini e Sabatini sarebbero infuriati con il tecnico livornese con il quale c'erà già un accordo (con tanto di manovre di mercato)

Il Presidente della Roma James Pallotta (2°S) con, da sinistra, il ds Walter Sabatini, il dg Franco Baldini, Alex Zecca e l'ad Claudio Fenucci seguono l'allenamento della squadra a Trigoria (Credits: ANSA/LUCIANO ROSSI/AS ROMA)

Nicolò Schira

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A distanza di oltre vent'anni Massimiliano Allegri ci è ricascato. Anche allora - era il 1992 - piantò sull'altare quella che sarebbe dovuta diventare sua moglie. All'epoca una studentessa universitaria di nome Erika, ieri la Roma.

Con il club capitolino il matrimonio era già stato fissato e predisposto sulla base di una unione biennale da 3,5 mln netti a stagione. Invece il tecnico livornese tanto è granitico nella gestione dello spogliatoio - dove fece fuori colossi del calibro di Ronaldinho, Pirlo, Nesta, Inzaghi e Seedorf - quanto fuori dal campo è piuttosto "indeciso". Ama sorprendere e spesso cambia idea con facilità repentina. A Roma il voltafaccia di Allegri è stato accolto con irritazione dalla dirigenza giallorossa. Un dietrofront neppure spiegato di persona dal tecnico, che solamente qualche giorno fa mandava segnali distensivi a Trigoria e dintorni mediante i suoi emissari.

Allegri rimarrà altresì al Milan, ma senza alcun rinnovo di contratto. Dovrà convivere per un'altra stagione con la spada di damocle delle critiche presidenziali. Eppure ha detto di no comunque alla Roma, senza tuttavia fornire spiegazioni dirette agli
interessati. Per questo Baldini e Sabatini sono furenti; infatti solamente settantadue ore fa filtrava un cauto ottimismo. Ottimismo derivante dai rapporti instaurati con Allegri dall'inizio della Primavera. Un Allegri che proprio insieme ai massimi dirigenti romanisti aveva già impostato alcune scelte di mercato. Non a caso erano iniziate le trattative per difensori come Benatia e Astori, ovvero elementi graditi dal mister livornese.

Ieri sera la clamorosa inversione a U: inaccettabile per la Roma per le modalità con le quali si materializzata. Ovvero senza una spiegazione diretta e con l'esposizione ad una brutta figura su scala nazionale in un periodo già difficile per la società. Una Roma vista quale ripiego e non prima scelta dal medesimo Allegri. Una Roma ora pure in difficoltà nel reperire il tecnico al quale affidare la rinfondazione giallorossa, essendo svanite le prime scelte Allegri e Mazzarri.

Intanto Allegri al termine del vertice di Villa San Martino si è recato a Milano, dove ha trascorso la parte finale della serata da Giannino, covo milanista per eccellenza. Un Allegri salvato da Galliani, al fine di boicottare l'avvento di Clarence Seedorf in via Turati. Un Seedorf ostacolato anche dalle problematiche regolamentari in merito all'assunzione del ruolo ufficiale di allenatore in Serie A. Senza dimenticare che l'esonero sarebbe costato una cospicua buonuscita nei confronti del tecnico ex Cagliari.
Esborsi ritenuti fuori luogo dai vertici del Diavolo, attenti negli ultimi tempi da ogni voce di bilancio.

Una serie di ostruzionismi che hanno pertanto indotto Berlusconi a proseguire, senza particolare convizione, con Allegri. Non a caso al termine del summit lo stesso Cavalier ha rimarcato come ci debbano essere delle modifiche tattiche. Tematica che ha tenuto banco nel vertice conviviale di Arcore. Un Allegri che ha scelto di continuare al Milan, nonostante sia coscente del fatto che al primo naufragio torneranno a riecheggiare le stoccate presidenziali. L'ombra più pericolosa potrebbe diventare - al di là di Seedorf - quella di Pippo Inzaghi, smanioso di diventare un giorno allenatore della Prima Squadra e amatissimo dalla tifoseria milanista.

Proprio uno di quelli che Allegri epurò dallo spogliatoio di Milanello soltanto dodici mesi fa, costringendolo, di fatto, a smettere di giocare. Le vittorie e i trofei saranno l'unica scappatoia per non rischiare di essere travolto dalle esternazioni volte alla disistima del numero uno rossonero. Eventualità possibile dinanzi a sconfitte e risultati negativi.

Sinora il timoniere Max ha saputo restare a galla anche nelle fasi di burrasca: la scialuppa di salvataggio (Roma) a cui appigliarsi per far rotta in un porto sicuro è svanita.

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