Allegri, Mazzarri e gli altri. Pronto il valzer delle panchine

Non solo Conte attende di chiarirsi con la sua società. In estate potrebbe cambiare squadra metà dei tecnici italiani

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Walter Mazzarri ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2013 – Credits: Getty Images

Fin qui non è andata male agli allenatori italiani. Anzi, rispetto al record della scorsa stagione è andata anche di lusso: solo 12 cambi panchina in serie A con il solito record a Palermo ma un po' più di stabilità nelle altre piazze. L'estate che si avvicina, però, promette scintille e un vorticoso giro di valzer. In tanti sono sul punto di cambiare squadra: non accadrà ovunque, ma le prossime settimane sono un susseguirsi di incontri e chiarimenti tra tecnici e società.

CONTE E I BIG - L'appuntamento più atteso è ovviamente quello tra Conte e la Juventus. L'artefice del doppio scudetto vuole restare e sta solo cercando di usare la sua forza attuale per avere garanzie tecniche e gestionali prima ancora che economiche (ritocco intorno ai 5 milioni netti con prolungamento fino al 2016). Possibilità che se ne vada? Pochissime e del resto la Juventus non ha pensato a un sostituto.

Diversa la situazione di Mazzarri. Che De Laurentiis lo voglia trattenere è noto (aumento a 3,5 milioni), ma fin qui il tecnico si è negato e il tempo sta scadendo. Appena arrivata la certezza del secondo posto il presidente partenopeo attende risposta. Mazzarri potrebbe traslocare a Roma, dove Andreazzoli non ha chance malgrado i buoni risultati e dove, però, ci sono stati contatti, anche se smentiti, con Allegri.

La situazione del Milan è quella all'apparenza meno fluida. L'annuncio dell'accordo tra Allegri e i giallorossi ha provocato una cascata di reazioni e, si dice, anche un parziale riavvicinamento di Berlusconi al toscano. Il resto lo hanno fatto le dichiarazioni d'amore dei giocatori rossoneri e il lavoro di mediazione di Galliani. Le possibilità di permanenza a Milanello sono, però, bassissime. Il futuro? Più Seedorf di altri nomi.

Fino a prova contraria confermato Stramaccioni. Certo, non lo aiuta la striscia finale di questa stagione (6 sconfitte nelle ultime 7 partite), ma Moratti è stato chiaro. Se poi dovesse cambiare idea la rosa ha molti petali, da Mazzarri all'ultimo entrato Montella.

IL PIU' DESIDERATO TRA TUTTI - La stagione straordinaria della Fiorentina è valsa il diploma di laurea a Montella. Resta? Al 90% sì perché il progetto dei Della Valle è importante e il gioco della Viola ha riportato entusiasmo anche nella proprietà. Però anche lui vuole capire quali siano gli obiettivi della prossima stagione, in cui non sarà facile migliorarsi, e anche il budget per il mercato.

Quasi inchiodato alla sua panchina Petkovic, che ha fatto benissimo malgrado la flessione finale ed è in piena sintonia con Lotito. Poi ci sono le conferme scontate di Guidolin, Maran, Colantuono, Pulga e Lopez, Corini e Delio Rossi. Se si salva resta anche Ventura alla guida del Torino. Chance anche per Sannino che ha convinto Zamparini di aver commesso un errore in settembre ad allontanarlo alle prime difficoltà.

QUELLI CHE... - Poi ci sono due tecnici che sono confermati, ma che potrebbero partire per panchine più prestigiose. Sono Donadoni (Parma) e Pioli (Bologna). I contratti sono importanti nel calcio ma non sono tutto, regola che vale soprattutto in provincia. Come potrebbero fare finta di nulla davanti alla chiamata di un top club? Donadoni potrebbe dire no al Milan? E Pioli al Napoli? No, non potrebbero e allora il valzer di rimetterebbe in movimento anche per Parma e Bologna. Ancora poche settimane e si comincia a ballare.

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