Allegri, Stramaccioni e le comiche a Milano

Come e perché si arriva alle svolte di Inter e Milan

Massimiliano Allegri e Andrea Stramaccioni pronti a lasciare le panchine di Inter e Milan (Credits: Ansa)

Carlo Genta

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Dagli strilli alle barzellette. Urla contro il Milan, che la rabbia di certi tifosi della Fiorentina, beffati, ha aspettato al transito dalla stazione di Firenze. Evidentemente non avevano appuntamenti importanti il lunedì mattina. Un applauso ai viola (non i tifosi, alla stazione ma la squadra) che il risultato pieno l’avrebbero meritato per il gioco, la continuità e la pazienza nel resistere con eleganza ai momenti del vento contrario che spesso è uscito dai fischietti.

Già che ci siamo un applauso retrodatato anche al Siena che ha giocato contro il Milan non come una retrocessa, ma col sangue agli occhi e la cattiveria di chi aveva ancora un futuro. Se c’è della malizia in questo decidetelo voi. Poi le comiche del lunedì: cabaret a Milano, anche se non sono più i tempi del Derby che sta proprio fuori dalla nostra finestra e che ora è un centro sociale, multi colorato dai graffiti. Lo conoscono bene, per ragioni anagrafiche almeno, Moratti e Berlusconi che ha pure il gusto per la battuta e la passione per il canto.

Ieri tutto il meglio del repertorio. Stramaccioni, stra-confermato in cento occasioni (pure troppe) aveva detto di aver parlato con il presidente: “So cosa pensa Moratti, parla lui”. Infatti ha parlato, dicendo che il futuro non è chiaro nemmeno a lui. Aggiungendo poi oggi: “Strama è bravo e avrà successo ma sto valutando il meglio per la panchina dell’Inter”. Questo è il meno. Il più dall’altra parte.

Con l’irresistibile gag del “Processo del lunedì”. Doveva intervenire, almeno telefonicamente, Berlusconi, che con Biscardi ha un feeling particolare e di lunga data. Appuntamento disdetto, ma spunta la presunta lettera che tutti avrete ormai letto e che annuncia “un riassetto societario completo dei quadri tecnici e anche una completa riorganizzazione societaria”. Via Allegri? Certo. Ma via pure Galliani che sta col toscano, che vede Seedorf come fumo negli occhi e che da un po’ non sembra più così in sintonia con il suo capitano? Può essere. Insomma dinamite sul Milan. Bastano 17 minuti 17 per la totale smentita ufficiale dal sito del Milan. “Berlusconi non ha rilasciato alcuna dichiarazione o scritto lettera sul Milan”. Insomma, ci deve essere in giro un falsario. Chi è l’impostore?

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