Dal 2015 chiunque potrà essere l'agente di un calciatore
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Dal 2015 chiunque potrà essere l'agente di un calciatore
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Dal 2015 chiunque potrà essere l'agente di un calciatore

L'abolizione dell'albo degli agenti Fifa voluta dal presidente Blatter rischia di creare uno scenario dai contorni poco chiari: ecco perché

Per l'anno 2015 è prevista una nuova rivoluzione che investirà il mondo del calciomercato. La Fifa ha infatti deliberato, su input del presidente Joseph Blatter, una nuova regolamentazione per gli agenti, ovvero coloro che comandano e gestiscono in prima persona le trattative. Lo scorso 21 marzo la riforma è stata decretata dal comitato esecutivo della confederazione mondiale e tutti i Paesi dovranno uniformarsi entro il 1° aprile 2015: ogni nazione ha autonomia di scelte nelle specifico, ma più in generale dovrà equipararsi all'abolizione della figura dell'ormai arcinoto "agente Fifa".

Cosa provocherà l'abolizione dell'albo per i protagonisti del calciomercato? L'incertezza e l'inquietudine regnano sovrane. Da un lato, infatti, le trattative potrebbero diventare ancor più caotiche con l'inserimento di personaggi non qualificati nel mezzo delle operazioni. L'abolizione dell'albo ufficiale, infatti, comporterà l'annullamento degli esami per poter esercitare l'opera di intermediazione nelle trattative. In poche parole, chiunque riesca ad accattivarsi la simpatia e la fiducia di un calciatore potrà rappresentarlo. Inoltre, ci sarà l'apertura a fondi di investimento e a società con capitale giuridico. Tutto ciò e la relativa gestione rappresentano incognite gigantesche in un mondo già bordeline, soprattutto nelle categorie inferiori. Senza il conseguimento di un tesserino negli affari potremmo così ritrovarci in prima nelle varie contrattazioni anche i... vicini di casa del campioncino di turno. Il concetto è volutamente iperbolico, ma l'apertura nei confronti di ogni singolo individuo è totale, purché la persona in questione vanti una reputazione impeccabile, ossia non abbia alcuna pendenza penale e non si trovi in una situazione di conflitto d'interesse (intesi come l'occupazione di altre cariche federali). Inutile dire che, con questo scenario, la caccia al miraggio del colpo di mercato con relativi lauti guadagni sarà ancora più sfrenata e spietata, senza esclusione di colpi. Tutta da decifrare invece la questione riguardante gli allenatori, oggi regolarmente rappresentati e tutelari dalle figure degli avvocati, impossibilitati però dalle attuali normative ad affidarsi agli agenti.

Entro il marzo 2015, inoltre, ogni Federazione dovrà rendere pubblici gli incarichi dei procuratori con i rispettivi emolumenti. Su questo aspetto c'è una forte spaccatura, come emerso venerdì 28 marzo nella riunione dell'AssoAgenti in quel di Bologna. Questa discriminante imposta dalla Fifa rappresenta infatti una violazione giuridica della privacy delle attività professionali, anche se motivata da Zurigo come una mossa per calmierare i costi e far luce sui cosiddetti "moduli rossi" (relativi ai compensi dei procuratori), le cui cifre nelle operazioni di maggior rilievo erano spesso faraoniche e quasi pari al costo di determinati cartellini di calciatori. Per la Fifa i costi delle nuove procure non dovranno ora più ammontare a oltre il 3% del valore dell'operazione, anche se non è ancora chiaro se il tetto debba riguardare il lordo di quanto andrà a percepire nel nuovo club il proprio assistito o se invece spetterà al club liquidare economicamente le prestazioni dell'agente coinvolto nella trattativa sulla base di altri parametri.

In attesa degli sviluppi, l'impressione è comunque quella che la giungla del calciomercato - anziché essere semplificata - rischia di diventare sempre più intricata. E se non ci saranno ulteriori regolamentazioni specifiche, all'orizzonte si prospettano - parafrasando lo scrittore Carlo Emilio Gadda - gli ennesimi "pasticciacci brutti" all'italiana.

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