Vip lounge, il salotto del viaggiatore

Le vip lounge, quei luoghi di comfort, relax e piccoli piaceri che animano gli aeroporti internazionali, cambiano volto. Aprendo le porte anche a chi vola in economy

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Silvia Ugolotti

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Lounge, ovvero il salotto in versione relax. Che negli aeroporti internazionali si traduce in spazi di grande comfort, messi a disposizione dei viaggiatori dalle compagnie aeree. La sfida a colpi di coccole è partita ormai diverso tempo fa, ma ora il gioco è al rialzo: gli ingredienti di base che hanno reso famose queste isole felici, come architetti di fama internazionale, chef stellati e spa firmate, non bastano più. Perché il nuovo obiettivo è conquistare il favore anche di chi non viaggia in prima classe.

Se fino a ieri le vip lounge erano luoghi esclusivi e riservati, adesso le porte si aprono a tutti, basta pagare un ticket d’ingresso che varia tra 25 e 100 euro. Sul web c’è chi ha messo a punto un modo per semplificare le cose. Si chiama Priority pass (Prioritypass.com, prezzo dai 100 ai 400 euro) ed è un servizio che garantisce ai soci l’accesso in oltre 600 lounge in 300 città del mondo. Con tutti i servizi disponibili, dalla stireria alla lucidatura delle scarpe, dai massaggi detox alla baby sitter, incluso l’autista della limousine e il servizio in auto fino alla scaletta dell’aereo.

Ma se queste sono comodità a qualsiasi latitudine, il gusto è sempre più local: dagli arredi alla cucina, ogni nuova lounge propone dettagli di stile legati al paese in cui si trova. Per regalare anche a chi è in transito un’esperienza souvenir.

Il viaggio tra le migliori sale d’attesa comincia dalla Dolce vita, nuova lounge Alitalia (Alitalia.it) a Roma Fiumicino. Settecento metri quadrati a forma di carlinga ospitano i migliori marchi del Paese declinati a tema volo (con tanto di simulatore), dai Bend-Sofa disegnati da Patricia Urquiola al menù di eccellenze gastronomiche a marchio Eataly.

Risalendo la Penisola verso nord, a Milano Malpensa i tempi d’attesa si ingannano nella grandeur orientale della Emirates (Emirates.com). La seconda lounge più grande della compagnia, fresca d’inaugurazione, è un investimento da 2,48 milioni di euro: marmo, pelle, mogano, orologi Rolex a segnare il tempo, opere d’arte, giochi d’acqua e imbarco al volo diretto.

Fascino orientale anche a Muscat, in Oman, dove la Majan lounge dell’Oman Air (Omanair.com), in perfetto stile locale, ha impostato i propri servizi business e relax in modo democratico: tutti i passeggeri in transito possono usufruirne pagando 25 euro all’ingresso.

All’altro capo del mondo, in Argentina, ha appena aperto la lounge Star alliance (Staralliance.com), disegnata dallo studio Roitman. Che all’aeroporto Ezeiza di Buenos Aires ha creato uno spazio «muy relajado» in cui lasciarsi viziare, ispirato alla pampa argentina: ottomane, poltrone country, legni e luci soffuse. Il buffet è goloso, ci sono riviste in ogni lingua, display e telefoni gratuiti per le chiamate locali.

Ha poco più di un mese, invece, il restyling di The Wing (1.697 metri quadrati), una delle quattro lounge Cathay Pacific (Cathaypacific.com) all’aeroporto di Hong Kong. Firmata dallo studio di architettura londinese Forster + Partners, è all’insegna della sostenibilità: luce naturale, legni di bambù ed eucalipto e cabanas (sale da bagno private) di 35 metri con divano letto. Come benvenuto, calice di bollicine nel Bar à Champagne.

A Londra Heathrow la Concorde room della British Airways (Britishairways.com) ha uno charme d’altri tempi: velluti, lampadari di cristallo, camini, proprio come in un salotto. Il ristorante è da gourmet e alle 5 tè per tutti (prima o dopo i trattamenti nella Elemis Travel spa).

Raffinata La Première lounge Air France (Airfrance.it) al Charles de Gaulle di Parigi: menu firmato Alain Ducasse e relax con trattamenti di Biologique recherche, sotto gli alberi. La sosta è non-stress fino all’imbarco, che, naturalmente, si raggiunge in auto. Con autista.

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