Gli uomini fanno bene una cosa alla volta

Il cervello maschile dà il meglio quando si concentra su un singolo compito, mentre quello femminile è multitasking

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Davide Decaroli

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Ora è arrivata la prova scientifica: per un uomo svolgere due azioni in contemporanea è davvero una faccenda complicata. D'altra parte di fronte a un problema complesso non c'è partita: il suo intelletto possiede una marcia in più.

Come dimostra una ricerca dell'Università della Pennsylvania, è tutta una questione di connessioni cerebrali. Quindi la prossima volta che state guardando la partita in tv, e intanto la vostra compagna si lamenta con voi perché non la state ascoltando, tranquillizzatela. Non è cattiveria e nemmeno menefreghismo, è colpa della genetica. Viceversa, non affidatele la cartina stradale: sulla capacità di orientarsi avete la vittoria assicurata.

Gli scienziati hanno usato la tecnica MRI (Risonanza Magnetica per Imaging) per mappare il cervello di 949 individui tra gli 8 e i 22 anni (521 donne e 428 uomini). Lo studio ha messo in evidenza che nell'uomo le connessioni neuronali sono particolarmente marcate tra parte anteriore e posteriore del cervello. In termini pratici, significa che la mente maschile dà il meglio quando bisogna recepire rapidamente delle informazioni e rielaborarle per svolgere un compito difficoltoso, tipo parcheggiare l'automobile senza patemi.

Ma non è tutto: negli uomini si registra anche un'intensa attività del cervelletto, la porzione del sistema nervoso centrale coinvolta, tra le altre cose, nell'apprendimento e nel controllo motorio. Tirando le somme, i maschietti incontrano meno ostacoli quando si tratta di imparare a nuotare o andare in bicicletta.

Nel gentil sesso i collegamenti più attivi sono invece tra l'emisfero destro e quello sinistro. Il che spiegherebbe perché, al netto dei luoghi comuni, la donna non solo abbia
maggiore memoria e notevoli capacità relazionali, ma sia anche una sorta di macchina multitasking, capace di risolvere più problemi simultaneamente.

Come spiega la dottoressa Ragini Verma, leader del gruppo di ricerca: "L'analisi dimostra che le donne sanno districarsi meglio degli uomini se poste di fronte a un compito che coinvolge sia il pensiero logico che quello intuitivo".

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