Una caponatina mette pace fra chef Filippo La Mantia e sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni

Il ministro De Girolamo ha invitato a pranzo Ilaria Borletti Buitoni. Per farle cambiare idea sull’abilità dei cuochi italiani

Credits: Ada Masella

Costanza Rizzacasa d'Orsogna

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"Lo vuole un passito?" chiede Filippo La Mantia. E Ilaria Borletti Buitoni: "Veramente dopo dovrei vedere una persona...". Lui: "Suvvia, proprio un goccino". Lei: "Vada per il goccino". Perché davanti a un buon vino e una cassata siciliana si scioglie anche l’animo più duro. E il sottosegretario ai Beni culturali, che dura non è, ma è anzi molto autoironica, accetta di buon grado di essere blandita da uno degli chef che più l’avevano criticata dopo l’uscita un po’ infelice sulla cucina nostrana, quando lei aveva detto a Panorama che in Italia si è smesso da tempo di mangiare bene. L’occasione è ufficiale, l’ha invitata il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, anche lei intervenuta in difesa della nostra cucina. È, insomma, il pranzo della pace.

"Non sono mai stata attaccata così tanto. Però almeno ho ricevuto tantissimi inviti dagli chef" scherza Borletti. "Meglio che ti abitui. Quando sono entrata in Parlamento, giovane, carina e del Pdl, me ne hanno dette di ogni tipo" la conforta il ministro, annunciando un’idea per l’educazione alimentare nelle scuole, in tandem con il ministero dell’Istruzione: distributori di frutta al posto delle merendine. Arriva la caponata, orgoglio di La Mantia. "Superba" fa il sottosegretario. Lui: "Guardi che dev’essere sincera". "No, ma le assicuro...". Stessa sceneggiata davanti ai bucatini con le sarde. "Ah, il finocchietto selvatico, che meraviglia. Anch’io, una volta, ci ho provato al telefono con un’amica siciliana. Un risultato abominevole. Questi invece sono così buoni. Ma non posso spendermi troppo in complimenti, sennò gli altri chef si offendono". E lui: "Basta che parli al plurale".

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