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Sexting, vietato in Australia

Il Paese è pronto a mettere al bando, nello stato del Victoria, l'invio di immagini e messaggi a sfondo sessuale da smertphone e simili

Nello stato australiano del Victoria prima legge al mondo contro il sexting – Credits: Getty Images

Lo stato australiano del Victoria sembra intenzionato a passare alla storia come il primo (e per l'unico) al mondo a vietare la pratica del sexting: qui, ai confini dell'emisfero australe, non sarà infatti più possibile l'invio di immagini ad esplicito contenuto sessuale o messaggi con riferimenti altrettanto chiari alla sfera del sesso, tramite smartphone, talbet o altri dipositivi informatici. Pena, il rischio di incorrere in un reato.

A volere che questa pratica, diffusissima ormai soprattutto tra i più giovani, diventasse illegale è stato il procuratore generale del governo di coalizione del Victoria, Robert Clarck, secondo il quale le conseguenze sociali del sexting hanno reso necessario questo intervento. La nuova norma , giunta dopo un'inchiesta partita proprio da un caso di sexting, non vieta però del tutto l'invio di immagini hot. La legge anti-sexting, infatti, per ora prevede che qualsiasi invio e diffusione di foto a sfondo sessuale sia punita dalla legge, se il soggetto ritratto nelle immagini non ha dato il proprio consenso in modo esplicito.

Un'altra "deroga" riguarda l'età di coloro che si scambiano foto (o sms) a contenuto sessuale: se i protagonisti, pur minorenni, hanno meno di due anni di differenza, potranno comunque continuare a fare sexting. Insomma, l'obiettivo è quello di porre un freno alla circolazione di foto hot, soprattutto quando questo è in qualche modo "asimmetrico", ovvero da minorenni ad adulti, con il serio rischio che si trasformi in pedopornografia.

La novità comunque non è da poco, se si pensa che il Victoria diventa così il primo stato al mondo a cercare di regolamentare un campo nel quale finora sono rimasti grossi buchi neri. Basti pensare che negli Usa, dove il fenomeno ha avuto origine, secondo un sondaggio un ragazzo su cinque (20%) tra i 16 e i 19 anni lo pratica. In Italia, secondo un'indagine di Telefono Azzurro , un ragazzo su 10 (10,2%) tra i 12 e i 18 anni ha ricevuto un messaggio o foto a sfondo sessuale, mentre il 6,7% ha ammesso di averne mandati ad amici, adulti o fidanzati. Il timore è che dal sexting alla prostituzione minorile il passo sia molto corto, come dimostrano i recenti casi di cronaca delle baby escort dei Parioli .  

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