Dating online: l'arte del primo messaggio

Come evitare di essere cestinati quando si abborda sul web

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– Credits: Tanel Teemusk/flickr

Davide Decaroli

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Il dating online non esige la finezza letteraria di un Murakami o di un DeLillo, ma nonostante ciò scrivere un messaggio o una mail a un potenziale partner non rappresenta un compito facile. Soprattutto se si tratta del primo approccio con una persona di fatto sconosciuta.

L'errore più comune? Scrivere troppo e male, con il risultato di apparire noioso, invadente e magari anche leggermente ignorante. Esempio tipo: si parte con un'infornata di informazioni non richieste, una sorta di romanzo autobiografico lungo centinaia di battute, e si prosegue bombardando lui/lei di domande, con la stessa delicatezza di un elefante in una cristalleria. Volendo fare un paragone, è un po' come toppare al primo appuntamento: tanti saluti e addio seconda chance.

Per quanto sia difficile fare del dating una scienza perfetta, i trucchi del mestiere per fortuna non mancano. Julia Spira, dating coach e autrice di diversi bestseller sull'amore 2.0, sostiene che esistono degli accorgimenti ben precisi per scrivere un messaggio degno di ricevere risposta.

In primo luogo, bisogna essere brevi. Tre frasi al massimo, domanda compresa. Il testo deve avere un focus ben preciso: piuttosto che parlare a vanvera di te stesso, sottolinea quale aspetto dell'altra persona ha attirato tua attenzione. Il resto deve venire di conseguenza.

Meglio evitare l'attacco con "Hey". Fa molto social, ma in realtà il classico "Ciao" suona molto più caldo e amichevole. Infine, afferma Spira, occhio all'ortografia e alla grammatica. Anche se il contesto è informale, i tempi verbali e la punteggiatura non sono un vezzo poetico. Nessuno pretende il Nobel per la letteratura, ma un frase sgrammaticata, oltre a meritare una tiratina d'orecchio, è dimostrazione di scarsa cura dei particolari. Come dire: mi interessi, ma non abbastanza.

Ricapitolando: di' cosa ti è piaciuto del tuo interlocutore, fai un complimento, concludi con una domanda garbata. E non dimenticare di mettere gli accenti.

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