Sbarca l’armata fashion delle blogger brasiliane

Un fenomeno mediatico clamoroso, addirittura paragonabile a quello storico delle telenovela 

Annalia Venezia

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"Tv Globo, la nostra rete nazionale, da sempre programma tre telenovele al giorno: alle 18, alle 19 e alle 21. E non importa a quale classe sociale appartieni, le soap opera arrivano in ogni casa e le guardano tutti. Oggi è come se le blogger fossero diventate le nuove telenovele". Monica Mendes, presidente della Monica Mendes communications e potente pr della moda in Brasile, spiega così come il suo paese abbia accolto il nuovo fenomeno mediatico. E, soprattutto, come quattro giovani ragazze, in meno di due anni, abbiano costruito un impero con milioni di fan, pardon, follower. Complici anche il boom della moda e del lusso in Brasile, che tra il 2003 e il 2012 ha visto il fatturato crescere del 50 per cento fino a sfiorare i 3 miliardi di dollari.

"A San Paolo si concentra l’80 per cento delle vendite. Ma la vita da soap opera delle blogger arriva persino in Amazzonia" continua la pr, che tra i suoi clienti annovera Hermès, Bugatti e Bentley. "Ho capito il fenomeno quando cinque anni fa invitai per la nostra settimana della moda il blogger Bryanboy. Lui mise in rete un tweet a proposito del suo arrivo e gli risposero migliaia di fan, alcuni dai paesi più dispersi, molti dall’Amazzonia: quella era un’onda positiva che andava presa al volo e così mi sono attivata" spiega.

La star è Helena Bordon, un corpo da modella e faccia d’angelo. Vive tra le griffe da quando è nata e sua madre, Donata Mereilles, per vent’anni la più importante buyer di moda e oggi style editor di Vogue Brasile, le ha iniettato il virus del fashion. Fidanzati famosi, occasioni mondane, autista sempre a disposizione e ora voli da un continente all’altro per sedersi nelle prime file delle sfilate. Il suo giro d’affari è intorno ai 5 milioni di euro. Mendes non lo dice, ma la considera una sua creatura. "Più che un blog il suo è un sito vero e proprio collegato a una rete vendita di abbigliamento". Che non lascia troppo tempo al sogno. «Faccia d’angelo», infatti, indossa abiti e crea abbinamenti che le sue follower possono comprare direttamente dal sito. In più è proprietaria del marchio 284 che in Brasile ha 10 boutique monomarca ed è venduto in 110 punti vendita nel mondo. Più che blogger, una donna d’affari.

Non se la passano male molte delle sue colleghe considerate un passo indietro a lei. Thàssia Naves è la più seguita su Instagram. Originaria di Uberlândia, stato di Minas Gerais, ha un tenore di vita a cinque stelle. Nei lunghi viaggi, come ogni brava ragazza che si rispetti, si fa accompagnare da sua madre, Simone Naves, che a sua volta può vantare qualcosa come 15 mila fan su Instagram (Papa Francesco, il marito e i centrotavola a fiori sono i soggetti preferiti delle foto che posta online). Sembra invece la classica ragazza della porta accanto Lalá Noleto, blogger sempre alle prese con qualche chilo di troppo. Mentre incarna lo stereotipo della donna manager Chris Pitanguy che, secondo alcuni addetti ai lavori, non sarebbe molto amata dagli uomini marketing dei brand.

Sono passati solo tre anni da quel tweet di Bryanboy che diede il via al fenomeno, ma già da questa stagione tutte le blogger brasiliane siedono in prima fila alle passerelle più importanti di New York, Milano e Parigi. Tra loro si conoscono, ma non sono amiche; scattano foto dagli stessi posti ma non cenano mai insieme. Al massimo si regalano qualche "mi piace" di buon vicinato. "Alcune di loro non sono neppure di San Paolo" butta lì Mendes, svelando involontariamente la propria preferenza per Bordon ("Figlia di una delle mie migliori amiche"). La democrazia della rete per un istante svanisce. "La lobby del fashion system esiste, ma a premiare il business oggi sono comunque i follower" corregge il tiro la pr. Che intanto, da Parigi, già pensa a nuove bloggerbeniamine da allevare.

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