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Katie Holmes, dopo il divorzio spende 15mila dollari in lingerie

L'ex signora Cruise spende una fortuna in biancheria intima per  scacciare il fantasma di Tom. Ma con quella cifra cosa si potrebbe comprare? I  consigli del personal shopper per non sbagliare

Katie Holmes, fresca di divorzio

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non è corso a fare shopping dopo una litigata col partner o non ha fissato un appuntamento dal parrucchiere dopo essere stata mollata su due piedi? Fa parte della filosofia del 'colpo di spugna' ed è un'umanissima reazione al cuore spezzato. Declinare questo concetto a misura di Hollywood si traduce in quello che candidamente ha fatto Katie Holmes una manciata di giorni fa. L'ex signora Cruise ha preso la carta di credito, è uscita e ha speso circa 15 mila dollari in lingerie.

Passi infatti per i 30 abiti da cocktail che ha acquistato da Barneys da indossare a eventi, cene, incontri e audizioni. Passi anche per le 15 paia di stiletto – dopo il divorzio ha ripreso ha portare i tacchi – firmate Christian Louboutin, le mitiche tacco 12 dalla suola rossa cui non si può proprio fare a meno, figuriamoci dopo una separazione. Ma 15 mila dollari in lingerie? Cosa avrà mai comprato? In fondo di biancheria intima si tratta...

Si vocifera che la protagonista di Dowson’s Creek sia disposta a sborsare cifre astronomiche pur di rilanciare la propria immagine e la propria carriera, dopo essere passata per la brava e ossequiosa mogliettina del bel Tom per cinque anni.

Ma noi, se realmente avessimo 15 mila euro da spendere, cosa potremmo comprare per sentirci meglio? Anche senza divorzi in vista?… Lo abbiamo chiesto ad un personal shopper, che ci ha aiutato, virtualmente, a scegliere i capi indispensabili da avere nel guardaroba per sentirci sempre al massimo della forma e magari tornare a sedurre il partner. Mauro Romano spiega che, senza distinzione di sesso, alcune cose non possono assolutamente mancare: “Partiamo dai pezzi basic che sono però l’essenziale per un buon look sia maschile che femminile. Intanto un bel paio di jeans sartoriali, che mettono in evidenza le forme e cadono con eleganza, da accostare a una camicia bianca, un raffinato blazer blu e dei mocassini in nuance”. Certo, ma anche a voler comprare tutto di marca, hai voglia ad arrivare a 15 mila euro! Non c’è problema, Mauro è sicuro che alla fine della lista ci rimarranno pochi spiccioli in tasca.

Katie Holmes ha fatto benissimo a partire dalla lingerie perché, anche se solo a pochi è dato il privilegio di vedere quello che indossiamo sotto gli abiti, sapere di portare un completino en pandant con l’abito o un pizzo intrigante o – per gli uomini– un paio di boxer aderenti in seta pura è davvero l’inizio di giornata migliore”, continua il personal shopper. “Una donna ha bisogno di sentirsi adeguata a ogni situazione e solo lei può sapere in quali veste si sente più a suo agio. Stabilito ciò non si può prescindere dall’acquistare almeno due tailleur, uno con gonna a tubo rigorosamente sopra il ginocchio e l’altro con panta-palazzo, da portare, in entrambi i casi, accostati a un reggiseno in tinta a vista oppure, in ufficio, con camicia o T-shirt se lo si vuole sdrammatizzare. Altro pezzo must è il mitico little black dress da abbinare a un trench color sabbia. E poi, vuoi non avere un abito lungo da sfoggiare all’occorrenza? Qualche altro tubino colorato e qualche pull in cachemire ed ecco che il gioco è fatto”. La differenza la fanno gli accessori prosegue Romano: “Una Kelly o una Birkin – borse icona di Hermés, ndr - accostate a un paio di Louboutin definiscono una mise e trasformano anche la più insignificante donzella in una signora di gran classe”.

E l’uomo che non ha molti accessori su cui puntare come arriva a spendere 15 mila euro? “Ma scherziamo?”, dichiara il personal shopper, “l’uomo ha mille e più complementari su cui puntare: la scarpa innanzitutto, senza stringhe per il tempo libero e all’inglese per il lavoro; le cinture, da abbinare alla scarpa per un look più sportivo o nei classici toni testa di moro e nero per gli appuntamenti ufficiali; e poi i calzini - guai a chi osa quelli corti – colorati e sempre in tinta con cravatta o pochette. Quest’anno poi è un tripudio di cappelli, anche se bisogna saperlo portare. Infine le tracolle e le 24 ore in pelle completano la silhouette”. Insomma basta prima di tutto saper scegliere i capi giusti e poi infilarsi nei negozi “giusti”. Se poi la cifra non è ancora stata raggiunta, basta farsi aiutare dal personal shopper: in un attimo soccorrerà in nostro aiuto per suggerirci quali capi ci stanno meglio, ma anche per “spillarci” i pochi soldi rimasti.

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