Pitti Immagine. L'uomo? Perfetto mix di sport e sartorialità

Oggi il maschio piace sportivo e chic: lo sportwear contamina il classico e l’uomo d’affari va al lavoro con giacche in lino destrutturate e sneaker ai piedi

Il perfetto mix di sportwear e raffinatezza è rappresentato dal blazer bianco e dal cappello

Alessia Sironi

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Al Pitti quest’anno si respira una ventata di vero ottimismo e l’uomo, a Firenze, in Fortezza da Basso, si sente sempre più uomo indossando capi “no season” (o transeasonal come fanno notare gli addetti ai lavori) creati per lui, ma anche per tutto il mondo, da nord a sud, da est a ovest. ‘Freddo o caldo poco importa perché la mia valigia resta sempre la stessa’: ecco ciò che pensa il maschio moderno, quello sempre in movimento, in giro per lavoro e per piacere; quello che da mattina a sera ha bisogno di pochi essenziali capi ma che lo facciano sentire sempre al top in qualsiasi occasione.

E così, in un valzer dalle mille sfumature di bianco (il non colore dell’estate per eccellenza) l’uomo può optare per uno stile classico con tocchi militareschi oppure per uno più sofisticato e chic. Ma una tendenza fa da fil rouge a tutte le collezioni e cioè la rivisitazione dei capi in chiave rock e over-size: dalle maxi T shirt al chiodo, dai parka ai blazer fino ai chino, tutto è “ambientato” in una sartoria di lusso gestita da un rockettaro un po’ fricchettone. Sì, perché ormai da qualche stagione a questa parte, la disposizione è di creare sempre più capi sportivi ma chic, dove lo sportwear contamina il classico e l’uomo d’affari si può permettere di presentarsi in riunione con una giacca in lino destrutturata e sneakers ai piedi.

La miscela sport e sartoriale si respira in ogni angolo a Pitti Immagine e ovunque ti giri noti blazer leggeri quasi fossero camicie, caban e parka dai tessuti impalpabili ed extra large e le bermuda, quasi da non credere, si portano anche con il doppiopetto!

Lo sportwear non è mai scontato e prende spunto dalle discipline più disparante e legate ad ambienti “nobiliari” come ad esempio l’eleganza dei giocatori di Polo inglesi che riescono persino a rendere più raffinato il più sgualcito dei jeans o sportivo il più sartoriale dei completi. Proprio da loro arriva la tendenza ad utilizzare la classica maglietta “polo” sotto la giacca. Si ispirano invece al canottaggio le nuove francesine sfoderate e traforate che vedremo ai piedi dei nostri uomini. Ed è da un mix di nostalgia per il golf e per il college che arrivano i colli di vocazione puramente british che vedremo sulle camicie. L’eleganza kennediana un po’ anni ’60 e un po’ sailor la si ritrova sui costumi da bagno che raffigurano le foto delle più belle spiagge di Malibù, Rio o Hawaii.

Insomma si trova di tutto al Pitti, persino la tendenza “rudeboys” anni Settanta che rispolvera con naturalezza e un tantino di audacia il cappello: il perfetto matrimonio tra la nobiltà inglese e la malavita newyorkese.

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