Pitti Immagine: lo sprint finale

Arrivati alle ultime battute della manifestazione fiorentina, abbiamo fatto, insieme al presidente Gaetano Marzotto, un bilancio della manifestazione - L'eccentrico Mr. Pitti Uomo - Il nuovo Gentleman-  Le immagini della prima giornata 

Il presidente di Pitti Immagine Uomo, Gaetano Marzotto

Alessia Sironi

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E così, anche quest’anno siamo arrivati alla giornata finale di Pitti Immagine Uomo. I cancelli della Fortezza da Basso si chiudono nel tardo pomeriggio e Firenze si svuoterà, come sempre, piano piano, nel week end. Ma intanto, quello che conta, sono le impressioni. E quelle ci sono già. Come spiega a Panorama.it il presidente Gaetano Marzotto, “Si è trattato di una salone carico di vivacità e di tanta energia: i risultati di affluenza, così come l’intero mercato, rispondono in modo positivo all’impegno delle aziende espositrici sia in termini di qualità, di artigianalità, di made in Italy e quindi anche di ricerca e stile”.

“Ho visto in questa edizione un grandissimo salto di qualità da parte delle nostre aziende”, conferma Marzotto, “il classico è stato rivisto e aggiornato in chiave più moderna, lo sportswear si è fatto più raffinato quasi che i due mondi si possano trovare a metà strada. Non dimentichiamo che tanto studio è stato fatto sui tessuti: si tratta di tecnologie che vedono protagoniste trame leggere e adatte a qualsiasi occasione ma soprattutto ai viaggi. L’uomo oggi è sempre più spesso una persona che gira l’Italia e il mondo non solo per piacere ma anche per lavoro e deve poter contare su materiali che non si sgualciscono appena riposti in valigia, su capi che possono essere perfetti sia per una riunione che per un aperitivo”. Un’esplosione di colori mediterranei, freschi e vivaci come il nostro Belpaese, tiene a precisare il numero uno di Pitti Immagine che ammette anche come, in questo, l’uomo stia prendendo sempre più esempio “da voi donne che amate indossare vestiti dalle tonalità sgargianti: basta con i soliti abiti blu, grigi e neri, occorre darsi un tono con un tocco di colore, magari nell’accessorio”. Insomma, un presidente entusiasta quello che ci racconta di come l’uomo oggi abbia sempre più bisogno di un certo tipo di abbigliamento: “easy to wear, easy to maintain, ma soprattutto easy to buy”.

Perché alla fine ciò che conta è senza dubbio la capacità di acquisto e questa subisce un deciso incremento solo quando il binomio qualità-prezzo ha la meglio. Ecco perché occorre puntare sull’artigianalità del made in Italy. “Perché è quel plus in più che ci rende appetibili all’estero. Che fa si che venga apprezzata la nostra esclusività. E non sto parlando solamente di brand di lusso, ma di marchi esclusivi che portano alta la nostra bandiera”, continua Marzotto.

“Quello che stiamo cercando di fare, e in cui crediamo molto, è l’internazionalizzazione delle nostre aziende, perché se arriviamo ad esportare l’80% della nostra produzione allora significa che siamo in dirittura d’arrivo, che la crisi volge al termine. Ma ad oggi non è ancora così. Forse ci vorranno ancora alcune stagioni”.  

Ma intanto i numeri di questo Pitti la dicono lunga: i compratori esteri provenienti da oltre un centinaio di paesi risultano in crescita del 4.5% rispetto all’edizione di giugno 2012: i più numerosi sono tedeschi e giapponesi, entrambi ben oltre quota 800 ed entrambi sui livelli del 2012. In forte aumento anche Russia, Stati Uniti, Cina, Corea, Turchia, Hong Kong. Dal Sud Est asiatico aumenti significativi per Singapore, Taiwan, Malaysia, così come dall’Asia Centrale (Kazakistan, Azerbaigian e altri) e dal Medio Oriente (Emirati e Arabia Saudita). Infine sono in aumento persino i compratori indiani.

“Purtroppo in Europa si assiste a una leggera flessione per Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda, ma forti recuperi sono invece stati riscontrati per Svizzera, Belgio, Portogallo e Nord Europa”, conclude il presidente Marzotto.

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