Barbara Massaro

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Non basta visitare i campi di sterminio nazista in Polonia e Germania per mettere a tacere la coscienza e far pace con la storia.

Specie per i più giovani quel che accadde davvero sotto il nazismo di Hitler appare già ora passato remoto e la nuova generazione sta elaborando un distacco storico da eventi recentissimi simile a quello che si vive visitando i luoghi della battaglia di Anzio e della disfatta delle Termopili.

Per evitare che il passato diventi troppo "remoto" nell'etica e nella memoria del mondo il giovane artista israelina Shahak Shapira ha avviato un progetto choc chiamato Yolocaust, crasi tra l'usatissimo hashtag Yolo, You Only Live Once (si vive una volta sola) e olocausto.

Shapira, nato in Israele ma emigraeto a Berlino a 14 anni, si è resto conto di quante scolaresche sui luoghi della Shoah scattino selfie irresponsabili, privi di consapevolezza storica e distonici rispetto alla tragicità di eventi avvenuti meno di un secolo fa.

Diecimila turisti a Berlino, ogni giorno, visitano il memoriale dell'Olocausto e, soprattutto gli studenti, immortalano la "gita di classe" con foto che poi pubblicano sui social network.

Ecco che allora Shapira ha lavorato sugli archivi del Memoriale e ha sovrapposto l'immagine del giovane di turno sorridente con lo smartphone in mano alla vera realtà dell'epoca e ha creato una pagina web diventata in breve virale.

Il risultato è da brivido, ma guardare negli occhi la storia è l'unico modo per trasmettere la contemporaneità ed evitare che gli errori del passato vengano sottovalutati o peggio ripetuti dalle generazioni future.

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