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Voglio essere l’ambasciatore del buon vivere

Il Vademecum di Gaetano Marzotto che ama la convivialità, in tutte le sue fasi, antipasto compreso

Gaetano Marzotto

Lucia Scajola

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Affrontare una chiacchierata di bon vivre con un uomo così è oggettivamente un privilegio.

Sì, perché Gaetano Marzotto, esponente della numerosa e nota famiglia veneta che ha fatto storia in molti dei settori industriali del nostro Paese, anche da una rapida colazione al bistro, dimostra di incarnare l’emblema del gentiluomo all’italiana come uno se lo disegnerebbe.

Presidente del colosso vinicolo Santa Margherita, fondato dal nonno Gaetano nel 1935, oltre che di Pitti Immagine, il conte, capofila della quinta generazione Marzotto, è un signore affabile, che parla a bassa voce, che si intende di cucina, vini, moda, viaggi, automobili d’epoca e che tende inconsciamente ad usare il plurale quando parla delle sue esperienze, visto che quasi sempre comprendono l’adorata moglie Albertina. Roba d’altri tempi.

Di sè dice: "Mi piace essere un ambasciatore della convivialità e del vivere bene all’italiana che significa, in sostanza, mangiare, bere e viaggiare".

Cominciamo dal bere, visto che producete vini in Veneto, Trentino-Alto Adige, Franciacorta, Toscana e Sicilia.
Di quale bicchiere non si scorderà?

Di uno Château d’Yquem aperto cinque anni fa per la cena che organizziamo sempre per il mio compleanno, in cui sottopongo la mia famiglia a un un blind tasting. Con quel vino fu un successo.

Un sommelier cui è grato?

Sono due. Uno è il principale del Principe di Savoia, a Milano, che nel 1980 fece assaggiare il nostro Pinot Grigio al grande importatore Usa Anthony Terlato. Anche grazie a lui, là, ora siamo primi nella fascia medio alta. L’altro è Jerry, dell’Enoteca di Cortina: nel 1985 mi fece provare uno dei primi Ca’ del Bosco, di cui nel ‘94 abbiamo acquisito la maggioranza.

Un abbinamento cibo/vino che le piace.

Prosecco con questo veloce antipasto che preparo sempre io: crostino con pomodorino fresco, bottarga di muggine e una foglia di basilico.

La bottiglia preferita.
Amo le piccole cantine della Borgogna francese, su tutti la Romanée-Conti. Dei nostri, il Moscato rosa Kettmeir che mette di buon umore le signore.

Marzotto significa Veneto: la sua famiglia in questa regione ha "creato" addirittura delle città. A quale posto è più legato?

Suggerisco di visitare Portogruaro: un vecchio borgo medievale molto suggestivo, intorno al quale, negli anni Quaranta, mio nonno ha costruito una città sociale per tutti i dipendenti del gruppo.

Esperto viaggiatore. La sua città preferita?

New York, mi elettrizza. Là, dormo al The Mark. Consiglio anche di salire all’ultimo piano del Met per la vista su Central Park: un’immersione nel verde.

Ovunque vada, cosa mette sempre in valigia?
Camicia, pigiama, costume da bagno e scarpe comode: uso le Golden Goose.

Consigli di stile agli uomini.

Meglio essere coerenti con la propria personalità: se si è tipi sportivi, per dire, meglio restare smart casual. E poi, puntare sulla qualità: chi più spende meno spende. Una bella giacca, se vissuta, è pure più chic.

L’ultima bella vacanza.

Tutta la famiglia al completo a Gili Lankanfushi, alle Maldive, dove il claim recita "no news, no shoes".

Cuoco e gourmand: il ristorante preferito.

Amo le "trattorie evolute". Nelle città in cui vivo, Milano, Firenze e Venezia, suggerisco rispettivamente: l’Antica Trattoria della Pesa, La Cucina Del Garga e la Corte Sconta. Tra gli stellati: Da Vittorio a Brusaporto: cucinano divinamente anche per mille persone.

Sostiene che ogni stagione ha uno soprt, ora per lei è tempo di caccia e camminate. Dove le migliori?
Vicino Milano, consiglio la passeggiata a Rocca de’ Giorgi, in Lomellina, nell’Oltrepò Pavese. La caccia più bella cui ho partecipato è stata nello Yorkshire, dal duca Duca di Roxburghe: a fine giornata si fa anche la battuta di pesca al salmone nel loro fiume privato.

Poi arriva lo sci. La discesa più bella?

Quella cui sono più affezionato è la Plose, sopra Bressanone, dove si vede il meglio delle Dolomiti. La più straordinaria, sulla Caribou Mountain, in British Columbia: una sciata, in fresca, nella powder canadese, con mio figlio Giacomo.

L’ultimo libro letto.

Sono rapito dai Ballantyne, di Wilbur Smith.

Il più bel regalo ricevuto.
L’amore di mia moglie che mi ha dato e fatto crescere tre figli, Lavinia, Giacomo e Matilde, di cui sono fiero.


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Gaetano Marzotto, nato a Valdagno (Vi) nel 1952, è capofila della quinta generazione imprenditoriale della famiglia. Laureato in Economia alla Bocconi di Milano, dal 1980 ha lavorato all’interno del Gruppo Marzotto.

Dal 2000 è vicepresidente della J. Hirsch & Co. Management & Consulting S.r.l. di Milano. Dal 2002 è Presidente di Pitti Immagine. E' presidente di Santa Margherita Gruppo Vinicolo.

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